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Una campagna di comunicazione della Regione Campania cerca di fare chiarezza e corretta informazione sulla situazione dell'influenza aviaria, cercando di contrastare l'allarmismo e la disinformazione create dai media. ***
Finalmente la Regione Campania esce dal torpore comunicativo in cui sembrava essere caduta. E se la campagna di comunicazione sulla promozione turistica presentata alla Bit sa, forse, un po' troppo di pubblicità, quella che parte in questi giorni per fare chiarezza e tranquillizzare cittadini e consumatori sul rischio ‘influenza aviaria' segna una svolta nelle politiche comunicative. Dovrebbe essere sempre così, per molti altri progetti e iniziative, anche se lo stimolo non può e non deve venire solo da situazioni di emergenza o di crisi (ne abbiamo parlato appena una settimana fa su queste pagine). Campagna che viene da uno degli assessorati più attenti e attivi su questo fronte (vedi l'ottimo lavoro della Carta dei Servizi dell'Agricoltura) che, avendo la supervisione e il coordinamento delle attività produttive e, dunque, del sistema economico, ha consapevolezza, più di ogni altro settore, dell'importanza e della funzione strategica della comunicazione. Perchè, e non ci vuole molto a capirlo, da una buona comunicazione nascono buone politiche di sviluppo. Comunicazione che in questo caso deve essere declinata non tanto come informazione o pubblicità, aspetti sicuramente importanti, ma soprattutto come capacità di gestire i complessi sistemi di relazione (il relationship management) cui la regione o, in questo caso, un singolo assessorato o settore sono a capo. Insomma non si può parlare di economia e di sviluppo senza parlare di relazioni pubbliche, puntare con decisione a costruire, sviluppare e curare relazioni con gli stakeholder. Per questo, sarebbe auspicabile che alla Prima Conferenza Regionale dell'Economia prendessero parte anche i referenti delle associazioni della comunicazione. La comunicazione, invece, il più delle volte — non ci stancheremo mai di ripeterlo — è vista soprattutto come informazione, come rapporto con i media e, come tale, è vista come attività, marginalizzata. Non è stato così nel caso della campagna sull'influenza aviaria perchè, evidentemente, ci si è resi conto che la situazione necessita di un rapporto one-to-one, o quasi, di recuperare sulle relazioni. Gli stakeholder, in questo caso, sono tanti e diversi: i consumatori e gli allevatori, ma anche i produttori, innanzitutto, e poi gli esercenti, i supermercati e le catene di distribuzione, i ristoratori, i giornalisti, gli opinion leader. E' necessario e urgente raggiungere ognuno di questi pubblici differenti, cercare di istaurare con ognuno di essi un rapporto di fiducia. E' quello che si propone di fare la campagna sull'influenza aviaria che, se accompagnata adeguatamente da una politica di ascolto e incontro dei pubblici di riferimento, attraverso tutti gli strumenti a disposizione (Associazioni di categoria, produttori, etc..), potrebbe concorrere a risollevare il mercato avicolo. Perchè la campagna di comunicazione punta anche ad assicurare i consumatori sulla mancanza di rischi provenienti dal consumo di prodotti avicoli. Azzeccate, dunque, immagini, progetto grafico e claim della campagna, che evidentemente nascono proprio dalla volontà di recuperare un rapporto di fiducia messo a dura prova nelle ultime settimane. La campagna, voluta fortemente dall«Assessorato all«Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania sull«influenza aviaria e sulla bontà dei prodotti avicoli campani, si affida all'immagine di una bimba che dorme serena, accarezzata e controllata dalla mano della mamma, sotto uno slogan efficace: "I nostri pulcini possono dormire sonni tranquilli. E anche tu". A una settimana di distanza dall«isolamento, in alcune regioni del Sud Italia, del virus in alcuni volatili selvatici, in Campania è già attivo da quattro giorni un numero verde dedicato (800017811) a cui saranno affiancate una brochure informativa annunciata dall«Assessore Andrea Cozzolino, che sarà distribuita nei prossimi giorni ai cittadini della regione e altre iniziative di comunicazione. La brochure in otto pagine su uno sfondo dai colori rassicuranti, nel testo approntato con l«ausilio di esperti dell«Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno di Portici riporta informazioni sulla situazione nella regione, sul monitoraggio costante del flusso degli uccelli migratori che avviene ormai da mesi, sui controlli accurati che sono effettuati su tacchini, polli e galline. "Nell«opuscolo - spiega Andrea Cozzolino - abbiamo concentrato una serie di informazioni che rispondono alle domande più comuni poste in questi giorni dai cittadini al nostro numero verde. Lo abbiamo fatto usando un linguaggio semplice e rassicurante, senza tuttavia tralasciare l«opportuno rigore scientifico. In questo, come nelle altre iniziative di questi giorni, importane è stato il supporto dei professionisti dell«Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno di Portici". Nel testo, viene ben spiegato che sono molteplici i controlli effettuati proprio su polli e galline: dall«allevamento alla commercializzazioni, passando per il macello avicolo. "La stessa attenzione è riservata alle uova che, come normalmente oggi vengono vendute, non sono veicolo di trasmissione del virus aviario" si legge nella brochure della Regione. "Con questa campagna informativa - continua Cozzolino - intendiamo spiegare bene, anche gli addetti ai lavori, che la situazione è da mesi sotto controllo e che non c«è alcun rischio nel mangiare la carne di pollo e le uova che vengono dai nostri allevamenti industriali. I nostri, e più in generale, quelli italiani, sono i migliori allevamenti avicoli d«Europa". Un tono colloquiale, che tende a smorzare l«allarmismo di queste ore anche attraverso l«uso di una gradevole ironia per i titoli dei paragrafi in cui è stato suddiviso il lavoro. Si va dal "Non facciamoci venire la pelle d«oca", per spiegare per bene cosa sia l«influenza aviaria e qual è stato il lavoro svolto in questi mesi in Campania, a "L«importante è non fare i polli", per dire quanti e quali siano i controlli. Un messaggio, chiaro e diretto, sottolinea: "Possiamo, dunque, tranquillamente acquistare dal nostro negoziante di fiducia o nei centri commerciali carni bianche e uova". E, allo stesso modo, per i più diffidenti un suggerimento: "Basta cuocere il pollame e le uova: il virus, se presente, viene distrutto in meno di mezz«ora di cottura alla nomale temperatura che utilizziamo quotidianamente per cucinare". Ci voleva proprio.
* delegato Ferpi Campania |