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Dopo l'abbattimento della Sala dedicata ad Adriano Falvo, presidente dell'Associazione stampa napoletana dal 1952 al 1979, presidente della giunta esecutiva Fnsi e della Fnsi dal 1962 al 1974, durante i lavori al circolo della Stampa di Napoli, dal quale sono stati sfrattati Assostampa e Ordine dei giornalisti, per azione del Comune di Napoli, Rodolfo Falvo, figlio di Adriano, ha inviato il 20 marzo 2000 delle domande via e-mail al sindaco di Napoli, Antonio Bassolino. Senza riuscire ad avere risposta. Pubblichiamo il testo completo delle richieste di Rodolfo Falvo.
Al sindaco di Napoli, che è al vertice dell'istituzione Comune, chiedo (al di là delle polemiche e dei problemi insorti con l'Associazione della Stampa di Napoli e con l'Ordine dei giornalisti della Campania): a) perchè si è proceduto all'abbattimento della "Sala Falvo", che era parte organica della palazzina del Circolo? b) quale destinazione avrà la sede "storica" dei giornalisti napoletani: quale uso? quali funzioni per il Circolo della Stampa? E cambierà anche il nome? c) chi ne avrà la responsabilità diretta: un assessorato? il sindaco direttamente? Un ufficio speciale? Non sento e non leggo di progetti di tipo "costituzione di una Fondazione" o di "destinazione a sede di ricerca", o altro progetto di alto profilo culturale, magari con l'Università o con l'Istituto di studi filosofici, oppure, ancora, sede di un museo dedicato a Totò, a Vittorio De Sica, ai De Filippo... Per "fare che cosa" si sfrattano i giornalisti, con ciò: dando anche un duro colpo all'immagine ed alla memoria di mio padre, Adriano Falvo, ma anche ai tanti, giornalisti e non, napoletani e non, che hanno contribuito a fare del "Circolo della Stampa" un luogo significativo per Napoli. Penso a: Mario Stefanile, Mario Miccio, Sergio De Cesare, Gino Giarrusso, Alfonso Franciosi, Alberto Barone, Max Vajro, Francesco Canessa, Enrico De Nicola, Rosario Manfellotto, Giovanni Ansaldo, Luigi De Lillo, Domenico Farina, Michele Prisco, Roman Vlad, Alberto Giovannini, Ferruccio Lanfranchi, Carlo Nazzaro, Giuseppe Lucianelli, Domenico Manzon, Cesare Marcucci, Maria Rosaria ed Augusto Cesareo, Gino Palumbo, Daniele Perla, Gianni Scocchera, Bruno Malajoli, Gino Doria, Giuseppe Padellaro, Luigi Ricci, Vincenzo Buonassisi, Pasquale e Salvatore Di Costanzo, ed a tanti, tanti altri... Si è proceduto solo per fare spazio alle necessità (quali?) del municipio? E' una questione di "soldi" non possibile di un accordo? Quasi cento anni di storia non "valgono" nulla? Spero proprio di no. Lo spero innanzitutto per Napoli ed i napoletani..., per i quali la "perdita della memoria", o per meglio dire la sua "cancellazione", sarebbe davvero esiziale. Rodolfo Falvo vice direttore Federazione Nazionale della Stampa Italiana. |