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Grande partecipazione a Roma, lo scorso 12 ottobre, di oltre 500 avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che — giunti nella Capitale su diversi autobus — hanno preso parte come lavoratori delle libere professioni alla protesta contro le liberalizzazioni introdotte dal cosiddetto decreto Bersani. I pullman, organizzati dal Consiglio dell'Ordine Forense di Santa Maria Capua Vetere presieduto da Elio Sticco, sono partiti dalla sede del tribunale centrale, da Aversa e dall'alto Casertano raggiungendo la Capitale insieme ad una banda musicale (quella della città di Mondragone) che ha fatto da sottofondo alla protesta delle toghe muniti di fischietti, distintivi, bandiere e cappellini con il simbolo dell'ordine forense sammaritano. I professionisti i hanno distribuito, durante il percorso dal Colosseo a Piazza Venezia, centinaia di volantini — alcuni con disegni e testi ironici — nei quali si paragonvano le promesse del Governo Prodi con le successive decisioni post-elettorali. Dunque, l'intera avvocatura — civilisti e penalisti — ha scioperato "contro la legge Bersani che non liberalizza, pregiudica i diritti dei cittadini e l'autonomia degli avvocati e mette a rischio la difesa d'ufficio e il patrocinio per i non abbienti". Michelina Grillo, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, ha afffermato che la scelta del 12 ottobre è stata fatta anche "per favorire la più ampia partecipazione alla manifestazione di tutte le professioni prevista per quella data a Roma", ma ha preannunciato che questa sarà solo "la prima di un nutrito pacchetto di proteste che proseguiranno fino alla fine dell'anno se il governo non accoglierà le richieste avanzate dagli avvocati: sospensione della legge Bersani e realizzazione in tempi brevi della riforma della professione forense". Come si ricorderà, la scorsa estate, all'esito di una riunione del Comitato Unico delle Professioni (Cup), che raccoglie 17 tra ordini professionali e collegi della provincia di Caserta, l'assemblea votò all'unanimità la proposta del presidente dell'ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere, Elio Sticco, riguardante una raccolta di firme per un referendum abrogativo del decreto Bersani sulle professioni. Fermo restando l'apertura ad un dialogo con il Governo, in caso di fiducia sul decreto, i professionisti casertani sono quindi pronti a lanciare un referendum abrogativo su quelle parti del provvedimento che colpiscono le categorie che non hanno trovato forme di consultazione presso il governo. Ma non è la prima volta che gli avvocati sammaritani protestano nella Capitale: alcuni mesi fa provvisti di una bandiera dell'Ordine forense, avevano protestato a Roma insieme a tante altre toghe italiane e nel corso di un corteo improvvisato avevano raggiunto - dal cinema Adriano dove era in corso un'affollatissima manifestazione nazionale (presenti circa 1.500 persone) contro il provvedimento - Palazzo Chigi "per una visita di cortesia", così come l'aveva definita Elio Sticco con l'obiettivo di essere ricevuti. Il tentativo era fallito. Gli avvocati avevano deciso di inasprire la protesta: in sciopero già dal 10 luglio scorso, hanno continuato a incrociare le braccia sino al 25 luglio. Le astensioni sono proseguite a settembre e a metà ottobre. Va ricordato che lo scorso luglio, all'esito di una riunione del Comitato Unico delle Professioni (Cup), che raccoglie 17 tra ordini professionali e collegi della provincia di Caserta, l'assemblea votò all'unanimità la proposta del presidente dell'ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere Elio Sticco riguardante una raccolta di firme per un referendum abrogativo del decreto Bersani sulle professioni. Fermo restando l'apertura ad un dialogo con il Governo, in caso di fiducia sul decreto, i professionisti casertani si diessero pronti anche a lanciare un referendum abrogativo su quelle parti del provvedimento che colpiscono le categorie che non hanno trovato forme di consultazione presso il governo. |