Dieci operai dello stabilimento Alenia di Nola sono rimasti intossicati, ieri, a causa dei miasmi di una discarica abusiva sottoposta a sequestro da due anni, situata nei pressi del sito produttivo e confinante con i Regi Lagni. Gli operai sono stati portati in via cautelativa al pronto soccorso dell'ospedale di Nola, dove sono stati dimessi con la diagnosi di "tosse stizzosa da inalazione di fumo tossico". Nella discarica, denuncia la Fim Cisl, si verificano processi di autocombustione "che riversano nei reparti dell'azienda miasmi di ogni tipo". Non è la prima volta che dipendenti dell'Alenia di Nola finiscono all'ospedale a causa della diascarica. Un episodio analogo si era infatti già verificato lo scorso luglio: in cinque erano finiti al pronto soccorso; ai lavoratori era stato diagnosticato in quella circostanza uno stato d'asma indotto da fumi sprigionatisi all'esterno dello stabilimento. Ben duecento lavoratori Alenia furono costretti ad allontanarsi dal luogo di lavoro. Sul posto si sono recati ieri Vigili del fuoco, Carabinieri e Polizia.
Antonio La Palma
I miasmi di una discarica abusiva, sotto sequestro già da due anni, sono costati ieri una corsa in ospedale a dieci lavoratori dello stabilimento Alenia di Nola. Gli operai sono rimasti intossicati dai miasmi che regolarmente si sprigionano dalla discarica. Quello di ieri, infatti, è solo l'ultimo di una sefrie di "incidenti", l'ultimo dei quali avvenuto lo scorso mese di luglio. Furono in cinque, allora a dover ricorrere alle cure mediche; ben 200 lavoratori Alenia furono costretti ad allontanarsi dallo stabilimento. Sulla vicenda interviene duramente Franco Cennamo, della segreteria regionale Fim Cisl. "L'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania - afferma il sindacalista - che in questi giorni ha assunto punte drammatiche all'attenzione di tutto il Paese, non è fatta solo di montagne di immondizia che invadono le strade, ma anche di rifiuti tossici scaricati negli anni in discariche abusive e mai rimossi. Appena fuori dal confine del nostro stabilimento - prosegue Cennamo - continuano a giacere rifiuti tossici all'interno di una discarica abusiva che grazie all'intervento dei lavoratori e della Rsu, nonchè dell'azienda, è stata chiusa circa due anni fa dalla Prefettura e resa inaccessibile a ulteriori sversamenti". "Purtroppo - spiega l'esponente della Fim-Cisl - la mancata rimozione dei rifiuti tossici depositati e il processo di autocombustione riversa nei reparti dell'azienda miasmi di ogni tipo che appestano l'aria e creano danni enormi all'ambiente e alla salute dei lavoratori". Negli ultimi tempi la situazione appare addirittura peggiorata. "Questo stato di cose - attacca Cennamo - non può più continuare: da domani (oggi per chi legge, ndr) si attiveranno iniziative presso le autorità competenti affinchè si trovino soluzioni immediate, altrimenti non ci sarà altra strada che mettere in campo forme di lotta capaci di far capire che la salute dei lavoratori e dei cittadini non ammette deroghe e non consente a nessuno - conclude il sindacalista- di rimpallarsi le responsabilità". Lo stabilimento Alenia di Nola ha avviato la sua attività nel 1995 con la produzione di aerostrutture per i programmi di Boeing e Airbus, sia per gli altri stabilimenti della società. La superficie totale dello stabilimento è pari a 525mila mq. (di cui 126mila coperti) e impiega 810 addetti altamente specializzati. A Nola si producono parti lavorate di macchina, fabbricazione di lamiere metalliche ed assemblaggio di pannelli con un elevato livello di integrazione ed automazione industriale. Il centro, infatti, è stato progettato agli inizi degli anni novanta assumendo come modello il concetto di world class manufacturing, al fine di realizzare aerostrutture con il migliore livello possibile in termini di tempi, costi e qualità. L'impianto è una computerized integrated manufacturing con il controllo del processo produttivo in larga parte gestito da un unico sistema computerizzato i cui componenti sono altamente integrati fra loro.