Acerra brucerà le ecoballe. La decisione è della Presidenza del Consiglio dei ministri. L'ordinanza, firmata da Romano Prodi, scatena la reazione di amministratori e parlamentari. Sulla questione intervengono il sindaco di Acerra, Espedito Marletta, il presidente della commissione Ambiente al Senato, Tommaso Sodano e il consigliere regionale Ermanno Russo, presidente della commissione speciale di controllo sulle Politiche giovanili, disagio sociale e occupazione.
Basilio Puoti
Le presunte ecoballe, stoccate in Campania, saranno bruciate nel termovalorizzatore di Acerra. Lo ha deciso il presidente del Consiglio, Romano Prodi che, nei giorni scorsi, ha firmato un'ordinanza, pubblicata sull'ultima Gazzetta ufficiale. "Per accelerare le iniziative finalizzate al superamento dello stato di emergenza, in particolare per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell'impianto di termodistruzione di Acerra - si legge all'articolo 4 dell'ordinanza - è autorizzato il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai codici Cer 191212, 190501 e 190503 presso detto impianto, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione". Sull'ordinanza il sindaco Espedito Marletta chiede un incontro con il presidente della Repubblica.
"Stamattina - dice - ho letto la notizia sulla Gazzetta ufficiale e mi sono subito attivato per chiedere un incontro urgente con Giorgio Napolitano. E' di una gravità inaudita che si cambi la tipologia e la natura dei rifiuti con leggi che arrivano quando il governo è ormai finito. Ci si trova di fronte a un conflitto di poteri dello Stato. Con questa ordinanza il governo ha fatto un regalo a quelle società che sono sotto inchiesta, o sono state rinviate a giudizio per la questione rifiuti, lo scorso 29 febbraio". E aggiunge: "in questo modo, si vanificano tutte le varie pronunce dei tribunali amministrativi e non solo, che avevano definito e disposto che nell'impianto di Acerra potevano essere bruciate solo ecoballe conformi al decreto ministeriale del '98; con l'ordinanza si è scelto di fare un regalo alle società Impregilo".
Di atto gravissimo parla il senatore Tommaso Sodano che chiede la sospensione dell'ordinanza e si rivolge agli ambientalisti del Pd e a Veltroni. "Se le popolazioni devono dire di sì anche a questa ultima imposizione: bruciando quelle ecoballe, in deroga alla legge - afferma Sodano - tutti i composti nocivi aumenteranno, compromettendo le acque, il suolo, l'aria che la gente respira. Tutto ciò viene contrabbandato come misura per risolvere l'emergenza, esattamente come la concessione dei Cip 6 all'inceneritore, anche quello in deroga alla legge".
Il consigliere regionale Ermanno Russo punta il dito contro Prodi e dice: "è assurdo bruciare ad Acerra ecoballe che eco non sono. Prodi ha voluto con questa sua ordinanza assestare l'ultimo schiaffo alla Campania prima dell'uscita di scena. Il Governo di transizione presieduto dal professor Prodi si assume una responsabilità grandissima di fronte ai cittadini di Acerra e della Campania. Una responsabilità che sarebbe comunque poca cosa rispetto al rischio di un inquinamento senza precedenti che tutta l'area dove entrerà in funzione il termovalorizzatore rischia".
Per Russo si tratta di un "provvedimento pericoloso per la salute delle popolazioni della provincia napoletana", che giudica inopportuno in un momento in cui "il prefetto De Gennaro sta riprendendo, a fatica ma con successo, il dialogo con le popolazioni locali". Sarebbe davvero complicato spiegare alle popolazioni di Acerra e dintorni che presso il termovalorizzatore convoglieranno ecoballe per essere bruciate con gravi ripercussioni per la salute pubblica legate alle emissioni inquinanti".