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Questo libro di poesia è un libro a pedali". Smuove le emozioni annidate in fondo all'anima ed esorta a ritrovare il gusto di "andare piano". Questa "l'avvertenza" da cui parte il libro di poesia di Matteo Pelliti, pubblicato dalla casa editrice partenopea Orientexpress. Matteo, tre anni fa, comincia a raccogliere foto di biciclette "derelitte", biciclette a cui manca il telaio, una ruota o il manubrio e che sono state abbandonate lì, alle intemperie. Queste foto, che si "trascinano" dietro racconti e riflessioni, vengono raccolte, a partire dal 2005, in un blog dedicato ai "Cicli infelici" (http://ciclinfelici.blog.tiscali.it) dover Matteo invita a mandare scatti che siano riusciti a "far breccia" nel cuore, che abbiano lasciato un piccolo segno nella memoria."La bicicletta abbandonata fa tristezza - racconta l'autore - perchè ricorda un relitto. Lasciata lì, abbandonata, finisce per evocare la figura della persona che la occupava". Così sul sito confluisco prima foto corredate da didascalie, poi poesie vere e proprie, poesie che parlano di giovinezza e spensieratezza.Da queste poesie, da quella che è diventata una vera corrente di pensiero, Matteo Pelliti trae l'ispirazione per scrivere un libro, uno spazio di comunicazione breve e intenso, che affonda le radici in precedenti "illustri". Da Giovanni Pascoli, infatti, a Giorgio Caproni, passando per il futurismo e la poesia di Pablo Neruda, tutti hanno rivestito la bicicletta di un tocco di magia.Sessanta poesie, suddivise in "In Pista" e "Fuori Pista", incentrate proprio sulla bicicletta, ed altre quaranta dedicate al mondo visto dal sellino di una bici. ***
Matteo Pelliti Versi Ciclabili Casa Editrice Orientexpress Pagine 97 Prezzo 4.50 euro |