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25-04-2008

sviluppo

Fondi Ue, D'Antonio lancia la spesa a blocchi

Fondi europei 2007-2013 ai nastri di partenza: la Regione approverà entro il prossimo maggio le prime delibere di impegno su un elenco di progetti già cantierabili per un importo complessivo di un miliardo di euro. Sarà questo il nuovo criterio di spesa: i progetti, selezionati sulla base di priorità definite (cantierabilità immediata, dimensione finanziaria ed eventuale completamento di opere già avviate) saranno raggruppati in alcuni, pochi blocchi, ciascuno di un importo complessivo da 1 miliardo di euro. Ieri l'annuncio in commissione Bilancio da parte dell'assessore regionale Mariano D'Antonio, che ha invocato " scelte chiare, responsabili e trasparenti" nella spesa delle risorse strutturali. Sonora bocciatura, infine, per la cattiva abitudine di "non scontentare nessuno" nella distribuzione delle risorse. "Non c'è posto per un uso affannoso e disordinato dei Fondi Ue — è il monito dell'assessore — per soddisfare qualunque richiesta che provenga dai gruppi sociali organizzati, dal territorio, dalle forze politiche". Di seguito, pubblichiamo la relazione integrale che l'assessore ha presentato ieri in commissione. Il testo porta anche la firma di Patrizia Di Monte, ricercatrice, esperta in "buone pratiche" per lo sviluppo locale.
Mariano D'Antonio * e Patrizia Di Monte **

Venti gelidi soffiano sull'economia italiana, più freddi ancora i venti che spirano sulla Campania.
Il Fondo monetario internazionale nel rapporto pubblicato agli inizi del mese (aprile 2008) prevede che quest'anno l'Italia crescerà di poco o per niente, meno dell'1 per cento, mentre l'inflazione sarebbe destinata a stabilizzarsi al di sopra del 2 per cento.

Euro e politica della Bce
Le cause del rallentamento nella crescita sono comuni all'Italia e ad altri paesi europei: le ripercussioni della crisi finanziaria internazionale avviatasi negli Stati Uniti nella seconda metà del 2007; l'euro divenuto moneta forte che scoraggia le esportazioni europee; una politica monetaria restrittiva della Bce (Banca centrale europea), che non aiuta le famiglie e le imprese. I prezzi intanto aumentano trascinati dal petrolio e dalle materie prime la cui domanda internazionale cresce sia perchè trascinata dai redditi e dalla produzione dei paesi emergenti (Cina e India al primo posto), sia perchè su mercati dei beni primari si è spostata la speculazione finanziaria dopo aver abbandonato i mutui sulle abitazioni, i titoli di borsa, i crediti derivati.

Incertezze politiche
A ciò si aggiunge nel caso italiano una situazione politica rimasta incerta in tutto il biennio 2006-2007 e fino all'esito delle recenti elezioni politiche, in aprile 2008, ciò che finora non aveva contribuito a stabilizzare le aspettative degli operatori, anzi aveva scoraggiato le decisioni di spesa dei consumatori e gli investimenti degli imprenditori.
L'economia della nostra regione è stata a tutt'oggi tra le più colpite anche a causa di shock locali (crisi dei rifiuti, calo della domanda di turismo, flessione delle vendite di prodotti agroalimentari).

Pil regionale, crescita zero
Quest'anno la Campania si avvia ad una crescita zero del prodotto interno lordo; ad un ulteriore calo dell'occupazione regolare, accompagnato da fenomeni di scoraggiamento che colgono soprattutto le componenti deboli (giovani e donne), le quali si ritirano dal mercato del lavoro regolare; ad un'inflazione più alta della media italiana, provocata da un sistema distributivo ancora pletorico e inefficiente. Particolarmente critica è in Campania la situazione delle famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà (rappresentano più di un quinto di tutte le famiglie campane) oppure, nel migliore dei casi, sono famiglie monoreddito (le quali prevalgono sul totale).
In questo scenario poco esaltante è urgente avviare fin dalla metà di quest'anno una corretta e pronta utilizzazione delle risorse di cui la Regione Campania può disporre soprattutto grazie ai fondi europei.

Obiettivi strategici
Sia chiaro: non è utile e neppure possibile spendere queste risorse al di fuori degli obiettivi strategici e dei vincoli che la Regione ha scelto di perseguire e di rispettare d'intesa con le autorità comunitarie.
Non è tempo di praticare massicce politiche redistributive a sostegno delle fasce sociali più deboli. Non c'è posto per un uso affannoso e disordinato dei fondi europei, per soddisfare qualunque richiesta che provenga dai gruppi organizzati, dal territorio, dalle forze politiche, per quanto le loro istanze siano talora legittime e degne d'essere tenute in considerazione. E' necessario ed urgente invece fissare alcuni criteri di buona programmazione della spesa, per passare poi ad una rapida applicazione.

Scelte trasparenti
E' necessario procedere a scelte chiare, responsabili, trasparenti, per fugare il sospetto di procedure arbitrarie, monocratiche, occasionali.
Le istituzioni rappresentative (il Consiglio Regionale, il Governo della Regione) e le parti sociali sono perciò chiamate ad offrire i loro fruttuosi, apprezzati contributi all'elaborazione e alla successiva messa in atto di questi criteri di scelta.
In questo documento si propone un percorso per l'avvio immediato dell'impiego dl una parte delle risorse europee dispensabili: si tratta di utilizzare il Parco regionale dei progetti che è stato costituito nei mesi scorsi raccogliendo le proposte presentate dalle Amministrazioni pubbliche (in gran misura, dai Comuni) per la realizzazione d'infrastrutture materiali (importo minimo euro 500.000) e immateriali (importo minimo euro 250.000), dotate di progettazione esecutiva, immediatamente appaltabili.

Le selezioni delle iniziative
Finora sono state chiuse 7 sessioni d'ammissione al Parco, l'ultima sessione essendosi conclusa nel marzo 2008. Il Nucleo regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici ha esaminato i progetti presentati riscontrandone i requisiti (importo, completezza della documentazione, valenza strategica, sostenibilità tecnico-amministrativa, sostenibilità finanziaria, economica e gestionale) e dichiarandone ammissibili, ora quelli presentati dalla prima alla quinta sessione, ben 1.239 progetti per un importo complessivo di oltre 3,4 milioni di euro. I risultati delle due ultime sessioni di presentazione dei progetti saranno resi disponibili nei prossimi giorni ma fin da ora si può dire che non cambierebbero significativamente i dati già acquisiti.

Ipotesi
In queste note presentiamo un'ipotesi di criteri da seguire per scegliere tra i progetti ritenuti ammissibili un gruppo ovvero un programma che li raccolga e che permetta di avviare nel corso di quest'anno 2008 un primo ciclo di spesa a valere sulla dotazione del Por Fesr Campania per gli anni 2007/2013. Il programma avrebbe la consistenza finanziaria di circa un miliardo di euro.

I criteri di ammissione
Il primo stadio della scelta consiste nell'ordinare tutti i progetti ritenuti ammissibili, tra quelli presentati dalla prima alla settima sessione della procedura d'ammissione, secondo tre criteri (cantierabilità immediata, dimensione finanziaria adeguata, eventuale completamento di infrastrutture già in corso di realizzazione), facendo attenzione a che la dimensione finanziaria non prevalga sugli altri criteri restringendo a poche unità il numero dei progetti selezionati.
Il secondo passo dovrebbe permettere di raggruppare i progetti così selezionati in alcuni, pochi blocchi (ovvero programmi) ciascuno dell'importo complessivo desiderato (1 miliardo di euro), i cui effetti ricadano all'interno di aree territoriali omogenee opportunamente scelte.
Lo scopo è di individuare una massa critica minima d'infrastrutture territorialmente concentrate evitando la dispersione /frammentazione delle risorse.

Orientamenti dell'Europa
Il terzo livello di selezione indicherebbe tra i programmi fino allora individuati quelli che siano più aderenti agli orientamenti strategici comunitari (società dell'informazione e ricerca; accessibilità; logistica integrata) e che diano i maggiori contributi al raggiungimento degli indicatori di servizio del quadro di Sostegno Nazionale (Qsn).
Si ricorda che questa delibera assegna una premialità alle Regioni del Mezzogiorno se conseguono entro novembre 2013 gli obiettivi fissati per tutti gli indicatori.
Per la Regione Campania il premio ammonta a 667,68 milioni di euro sul totale premi, che è pari a 3 milioni di euro attinti dalle risorse del Fas (Fondo per le Aree sottoutilizzate) per il periodo 2007-2013. Nella graduatoria delle Regioni candidate alla premialità la Campania sta al secondo posto dopo la Sicilia (alla quale toccherebbero 701,52 milioni di euro).

Effetti a breve periodo
L'ultimo stadio per la selezione del migliore programma consiste nel calcolare per ciascuno dei programmi prima definiti gli effetti di breve periodo sui redditi di famiglie e di imprese e (forse) gli effetti di periodo medio-lungo sul benessere della popolazione e sulla capacità produttiva dell'economia regionale. Tale valutazione sarà effettuata impiegando la matrice di contabilità sociale stimata per la Campania del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo (Dps) e da noi adattata allo scopo.Nel breve periodo (la fase di cantiere) gli investimenti sono una spesa: l'Amministrazione pubblica appalta le infrastrutture a imprese che impiegano lavoratori e mezzi di produzione (macchinari, energia, materiali prodotti da altre imprese) e paga, liquida gli stati di avanzamento dei lavori.
La spesa pubblica immette nell'economia un potere d'acquisto che alimenta i redditi delle famiglie e delle imprese direttamente, in quanto imprenditori e lavoratori siano impiegati nell'esecuzione delle opere pubbliche, e indirettamente, in altre attività produttive che forniscono mezzi di produzione alle imprese appaltatrici.
Ad appalto concluso, le infrastrutture realizzate saranno poi trasferite agli Enti (Comuni, consorzi di Comuni, altre istituzioni pubbliche) che le gestiranno, e produrranno servizi a beneficio della popolazione, del territorio, delle imprese.

Aumento produttività
Questo è l'effetto di lungo periodo dell'investimento pubblico, che si traduce in maggior benessere sociale e in aumento della capacità produttiva.
Il programma stimola le Attività che producono manufatti a servizi i quali confluiscono nelle opere pubbliche da realizzare. Gli effetti moltiplicativi tra le Attività .
Tali effetti (detti anche interindustriali) sono dovuti ad acquisti/ vendite di materiali, di prodotti intermedi, che avvengono tra le Attività direttamente e indirettamente impegnate nella realizzazione del programma d'investimenti pubblici.
Le Attività produttive pagano redditi a coloro che sono occupati nella produzione. Questi redditi (salari, profitti, interessi, rendite), una volta percepiti, sono destinati dagli operatori economici beneficiari (lavoratori, imprenditori industriali, proprietari d'immobili, investitori finanziari) tanto ad acquisti di beni di consumo prodotti anche localmente quanto a risparmio e ad importazioni di beni prodotti altrove.

Potere d'acquisto
Risparmio e importazioni sono dispersioni del potere d'acquisto. La domanda per consumo imprime invece un altro effetto moltiplicativo alle Attività produttive che producono nel territorio regionale beni e servizi richiesti dai consumatori.
Va infine considerato ancora un effetto moltiplicativo, quello dovuto ad un'eventuale redistribuzione di reddito tra famiglie ed imprese.
Alcune imprese pagano, infatti, redditi ad altre imprese; è il caso delle imprese agricole, industriali, di servizi, che corrispondono interessi alle imprese bancarie.
Alcune famiglie pagano a loro volta rendite ad altre famiglie: è il caso degli affittuari che pagano il canone ai proprietari delle abitazioni.

Effetti moltiplicativi
Apparentemente il calcolo di tutti gli effetti moltiplicativi provocati da un programma d'investimenti pubblici, potrebbe rappresentare un'operazione impossibile dati i percorsi intricati che segue il potere d'acquisto nel sistema economico.
Difatti non è impossibile, anche grazie alle conoscenze acquisite dagli economisti negli ultimi quarant'anni, all'affinamento dei metodi di stima della contabilità sociale, e soprattutto all'impiego di calcolatori elettronici via via più pulenti.
Si osserva che i moltiplicatori totali dei redditi di famiglie e imprese ammontano rispettivamente a 1.173 milioni di euro nel primo caso (ipotetica investimento pubblico di 1 miliardo, che genera 826 milioni di reddito per le famiglie e 347 milioni di euro per le imprese) e a 1.629 milioni di euro nel secondo caso (ipotetica spesa pubblica complessiva di 1 miliardo, che genera 1.322 milioni di reddito per le famiglie e 307 milioni di euro per le imprese).
La differenza tra i due moltiplicatori, maggiore quello relativo alla spesa pubblica complessiva, minore quello relativo al programma d'investimenti pubblici, si spiega tenendo conto che nella spesa pubblica complessiva compaiono anche pensioni e sussidi che le Amministrazioni pubbliche erogano alle famiglie.
Avvertiamo ancora una volta che questo calcolo è puramente ipotetico. Nella realtà per confrontare gli effetti moltiplicativi di programmi ben definiti d'investimenti pubblici, bisognerà anche tener conto di fattori quali la composizione di ciascun programma, vale a dire valutare gli investimenti pubblici che vi compaiono e le attività produttive che ne sono stimolate.

*assessore al Bilancio
e alla Programmazione
della Regione Campania

**ricercatore
esperta in buone pratiche
per lo sviluppo locale


Ecco come selezionare il programma ottimale
Primo livello di selezione:
• ordinare i progetti secondo i criteri di
a) cantierabilità immediata
b) dimensione finanziaria adeguata
c) eventuale completamente di progetti già avviati

Secondo livello di selezione:
• raggruppare i progetti per ambito territoriale (sovracomunale) formando grappoli di progetti (programmi).
• Ambienti territoriali prescelti: Pit e/o Sts (Sistemi Territoriali di Sviluppo) individuati nella Bozza di Piano Territoriale di Sviluppo.

Terzo livello di selezione:
• stimare per ciascun programma il grado di coerenza con gli obiettivi strategici del Por Fesr e il contributo agli indicatori di servizio del Qsn.

Quarto livello di selezione:
• calcolare gli effetti di breve periodo sui redditi di famiglie/imprese e (forse) di periodo medio-lungo sulla capacità di produzione, effetti dovuti a ciascun programma d'investimento prima selezionato.
• Utilizzo della matrice di contabilità sociale della Campania

L'assessore al Bilancio, nella sua relazione, indica quattro passi per la selezione del programma o "blocco"" ottimale: dal dare un ordine ai progetti fino al calcolarne gli effetti sui redditi.


num. 079 - pag. 10

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