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27-08-2008

occupazione

Pmi: assunzioni, prima il merito

Unioncamere: Ma al Sud la raccomandazione conta più che al Nord
Sono sempre meno le aziende del Mezzogiorno che assumo per raccomandazione. Secondo i dati resi noti da Unioncamere, infatti, il 10,8 per cento delle imprese del Sud si fanno influenzare dalla spintarella rispetto al 12,1 per cento dell'anno precedente. Oltre il 60 per cento delle Pmi meridionali, invece, trova nuovi dipendenti grazie alla conoscenza diretta o alla segnalazione dei fornitori o clienti. Al palo le selezioni sul web: solo lo 0,8 per cento delle Pmi meridionali utilizza internet per scegliere i propri dipendenti.
Angelo Vaccariello

Le imprese del Sud ricevono ancora la "raccomandazione".
Il fenomeno, in verità, è diffuso in tutta Italia: nel Mezzogiorno, però, raggiunge la sua punta massima. Secondo l'indagine Unioncamere-Excelsior, il 10,8 per cento delle aziende meridionali riceve "spesso" la raccomandazione rispetto al 9,6 per cento delle Pmi del centro e all'7,6 per cento di quelle del Nord.
Il 35,2 per cento delle aziende italiane con almeno un dipendente, intervistate nell'ambito dell'indagine Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, dichiara che la principale modalità per la ricerca e la selezione del personale è la conoscenza diretta del candidato, magari già "testato" attraverso precedenti tirocini, stage o contratti di lavoro a tempo determinato.
E' questo il canale di assunzione che sembra destinato ad affermarsi maggiormente nel 2008, in crescita di 5 punti percentuali rispetto a quello dichiarato nel 2007. Soprattutto è il canale di assunzione più diffuso tra le aziende con meno di 50 dipendenti e quello più usato al Sud (43,9 per cento il dato medio relativo a queste regioni).
Per un altro 25,3 per cento delle imprese, poi, la selezione avviene principalmente facendo ricorso alle banche dati aziendali, nelle quali confluiscono i curricula dei candidati. A dimostrazione che un curriculum vitae articolato e ben scritto può aprire ai giovani la strada per il lavoro nel settore privato. E c'è da sottolineare che questa modalità di selezione è quella prevalente tra le imprese con più di 50 dipendenti (toccando percentuali comprese tra il 43 per cento e il 49 per cento).
Infine, soprattutto per le imprese di piccola dimensione sembra funzionare ancora bene il "passa parola", ovvero la segnalazione di fornitori, clienti o altri conoscenti (16,6 per cento nel complesso e 18,3 per cento per le micro-imprese con meno di 10 dipendenti). Sommando insieme queste tre categorie si scopre che oltre il 77 per cento delle imprese, al momento di assumere una nuova risorsa, partono da chi conoscono direttamente o hanno già in casa, oppure da candidati che hanno saputo presentarsi in modo efficace.
Conoscenza diretta, attenta selezione di curricula di qualità e "passa parola" di fornitori o conoscenti, però, per gli imprenditori non equivalgono alla classica "raccomandazione". Infatti, soltanto per l'8,4 per cneto delle imprese pensa che la raccomandazione rappresenti ancora una pratica "molto importante" per trovare lavoro, mentre per il 31,1 per cento è considerata "per nulla importante". Uscendo però dalle valutazioni generiche ed entrando nel concreto vissuto dell'azienda, si scopre che ben il 62 per cento degli imprenditori intervistati dichiara di non ricevere di norma raccomandazioni nelle proprie attività di selezione del personale; ed un altro 28,9 per cento afferma di riceverne raramente. Sommando queste due percentuali si ottiene che per il 90,9 per cento delle imprese la raccomandazione non rappresenta affatto un fenomeno rilevante per i processi interni di selezione del personale. In Italia, poi, è ancora al palo l'assunzione fatta utilizzando il web come canale di raccolta dei curricula. Basti pensare che solo lo 0,8 per cento delle imprese del Mezzogiorno utilizzano il mondo di internet per assumere nuove persone.?Le cose non vanno meglio al Nord, dove la percentuale sale all'1,5.


num. 156 - pag. 14

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