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08-01-2009

internet per tutti

Web accessibile: questione di civiltà

Pasquale Popolizio*

Il W3C World Wide Web Consortium (http://www.w3.org) è l'organizzazione che da oltre 14 anni ha la missione di ideare, realizzare e divulgare gli standard dei linguaggi e delle tecnologie che sono alla base del Web. Nel corso di questi anni, sotto la guida del baronetto Tim Berners-Lee, i vari gruppi di lavoro del W3C hanno realizzato gli standard dell'HTML e CSS, che sono i codici alla base della costruzione delle pagine Web, gli standard del Web semantico e hanno individuato le tecniche per realizzare siti Web che siano accessibili e fruibili a tutti gli utenti della Rete.
Un sito Web, infatti, può e deve essere navigato e fruito non solo dai browser tradizionali come Microsoft Explorer o Firefox, ma anche da browser testuali o mediante l'ausilio di tecnologie assistive che permettono ad utenti non vedenti, ipovedenti, non udenti o che hanno difficoltà o impossibilità di usare il mouse di poter fruire pienamente dei contenuti.
In Italia, la Legge 4/2004, detta Legge Stanca, stabilisce le regole che ogni sito Web della Pubblica Amministrazione dovrebbe seguire per poter essere accessibile; da questo punto di vista l'Italia si pone fra i Paesi che hanno maggiore sensibilità nei confronti del principio di una piena fruizione del Web da parte di tutti gli utenti della Rete.
Il regolamento attuativo della Legge Stanca, con le sue regole tecniche, si basa anche sugli standard dell'accessibilità stabiliti dal W3C e dalla sua divisione WAI Web Accessibility Initiative (http://www.w3.org/WAI).
Lo scorso 11 dicembre sono state pubblicate (http://www.w3.org/2008/12/wcag20-pressrelease.html) le nuove linee guida dell'accessibilità dei contenuti del Web che vanno sotto il nome di Web Content Accessibility Guidelines. La versione a cui si è giunti è la numero 2; quindi le specifiche si denominano WCAG 2.0.
Gli obiettivi delle WCAG 2.0 sono quelli di "eliminare le barriere all'accesso del Web fruito dagli utenti con disabilità visive, uditive, fisiche, cognitive e neurologiche, nonché dagli utenti più anziani.
Le WCAG spiegano come realizzare contenuto Web che sia: - percepibile (per esempio utilizzando testo alternativo per le immagini, testo descrittivo per documenti audio, presentazioni adattabili, o contrasto di colori); - operabile (migliorando l'accesso delle funzioni della tastiera, il contrasto colori, e la navigazione); - comprensibile (migliorando la leggibilità, la prevedibilità degli eventi nella finestra del browser e l'input di testo); - robusto (migliorando, tra l'altro, la compatibilità con le tecnologie assistive).
L'associazione IWA/HWG International Webmasters Association, la grande associazione di professionisti del Web, con i suoi rappresentanti è stata fra i protagonisti coinvolti nella stesura delle nuove specifiche sull'accessibilità del Web. Tra l'altro proprio l'IWA/HWG ha già inviato una richiesta ufficiale per realizzare la traduzione ufficiale in lingua italiana; tale traduzione avrà valore normativo come l'originale e potrà essere la base per un aggiornamento contestuale anche delle regole tecniche che sovrintendono la Legge 4/2004.
Oltre al documento con le nuove linee guida WCAG 2.0, il W3C ha contemporaneamente pubblicato anche altre tre documenti di supporto che favoriscono l'apprendimento da parte degli sviluppatori e di tutti gli operatori del Web che intendono realizzare siti Web che siano pienamente fruibili da tutti, ma proprio tutti, gli utenti della Rete e del Web. Tutti i documenti sono disponibili sul sito Web della Web Accessibility Initiative del W3C su http://www.w3.org/WAI.
Ormai non vi sono più scuse; le regole ci sono e sono state anche aggiornate per venire incontro agli sviluppatori ed alle aziende che vogliono realizzare siti Web dinamici e che fanno uso di tecnologie di sviluppo avanzate.

* esperto di standard e accessibilità Web
pasquale.popolizio@gmail.com


num. 003 - pag. 24
 

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