Pomigliano riapre dal 9 al 14 marzo, poi stop fino al 20 aprile. Protesta anti-Rai
Nuova cassa integrazione per gli operai della Fiat auto di Pomigliano d'Arco. Le tute blu del Vico rientreranno al lavoro il prossimo 9 marzo, per poi fermarsi nuovamente il 14 dello stesso mese e riprendere il 20 aprile prossimo. La notizia e' stata comunicata alle Rsu dello stabilimento dai rappresentanti nazionali dei sindacati, nel corso di un corteo in svolgimento a Napoli. Gli opera hanno protestato contro la mancanza di un piano di produzione che, dicono, mette a repentaglio il loro futuro occupazionale, hanno raggiunto viale Marconi, dove si trova la sede della Rai. Tra le rivendicazioni di lavoratori e sindacati, infatti, c'è anche la scarsa copertura informativa data alla vertenza Fiat e in particolare a quella dello stabilimento napoletano.
La cura a dosi massicce di Cassa integrazione, dunque, per lo stabilimento Fiat di Pomigliano, continua. D'altra parte se le automobili non si vendono non c'è bisogno di produrle , c'è poco da fare. E quelle targate Pomigliano, le Alfa 147, 159 e 159 Sportwagon e la Gt, o sono obsolete oppure costano troppo.
A soccorrere lo stabilimento napoletano non ci sono neppure gli incentivi statali, che fissano soglie di emissioni che escludono i motori delle Alfa prodotte al Vico.
Gli incentivi si fanno invece già sentire per i lavoratori Fiat addetti alla produzione di Thesis e Mito, che avranno una settimana di cassa integrazione in meno. E' anche per questo che sindacati e lavoratori chiedono una missione produttiva certa e nuovi modelli per lo stabilimento.
Ieri, presso la sede Rai di Napoli, le tute blu del Vico erano in circa 2 mila e chiedevano a gran voce proprio un piano industriale, oltre a una maggiore copertura mediatica per la loro vertenza che va avanti da settembre.
"E' inconcepibile - spiega Giovanni Sgambati. segretario generale della Uilm Campania - che la tv pubblica dedichi così poco spazio alle ragioni dei lavoratori per la difesa del loro reddito, e soprattutto che non sia sensibile a difendere, in una regione come la Campania, le ragioni di quelle poche industrie che ancora resistono". Intanto ieri si è riunito il tavolo nazionale dicoordinamento dei sindacati metalmeccanici su Fiat e si è parlato a lungo di Pomigliano.
I sindacati richiedono un tavolo urgente a governo e azienda, allo studio anche una manifestazione nazionale di tutto il settore auto da tenersi a Torino. Alla riunione era presente Giuseppe Terracciano, leader della Fim Cisl di Napoli: "L'iniziativa è stata sicuramente positiva perche unisce il sindacalismo confederale e realizza una coesione su obiettivi come la difesa deglistabilimenti Fiat in Italia , e con esso i livelli occupazionali. Napoli e la Campania - prosegue Terracciano - si aspettano risposte esaurienti da parte di Fiat, Governo , Regione
e istituzioni locali e provinciali. La Fim di Napoli esprimerà un giuduizio positivo solo se saranno assegnate le produzioni del marchio Alfa-Fiat-Lancia allo stabilimento di Pomigliano d'Arco".