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Un Natale festeggiato il 25 giugno: non è un'eresia, ma il primo anniversario di Partenope. Cos'è Partenope? Una città virtuale abitata da persone reali, sorta dall'intuizione di Claudio Agrelli, un giovane pubblicitario che, stanco della condizione in cui versava Napoli, ha pensato di creare una comunità su Internet per chi viveva la sua stessa condizione. A un anno dalla nascita, giovedì sera, in Villa comunale c'è stato un incontro pubblico sull'iniziativa che ha visto in dodici mesi gli iscritti lievitare da 300 a 2 mila. L'incontro è stato aperto da un dibattito. A moderare gli interventi Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno. Il senatore Pdl Luigi Bobbio loda Partenope e la sua strategia di comunicazione, definendola una "possibile prospettiva futura, un'iniziativa che ha di fondo una reale idea di cambiamento".E proprio tutta la strategia di comunicazione ideata da Agrelli ha ottenuto un importante riconoscimento: l'8 giugno scorso a Milano, durante la terza edizione degli Nc Awards: Città di Partenope è giunta seconda nella classifica nazionale per la miglior campagna di pubbliche relazioni. Una soddisfazione per Agrelli, il cui obiettivo è "cercare di far diventare reale tutto quello che negli ultimi mesi si è sviluppato nel virtuale, facendo tornare Napoli una città accogliente e ricca di calore umano". Tema del dibattito della serata è stato "I sette peccati civici", ovvero le caratteristiche in negativo che più si ritrovano in Napoli e i napoletani. Ad alimentare la discussione anche la testimonianza video di cittadini illustri di Partenope, uno per ognuno dei peccati: Massimo Cacciari per il lassismo, Enrico Bertolino per l'individualismo, Domenico De Masi sulla negligenza, Vittorio Schiraldi e la maleducazione, Massimo Lo Cicero sulla connivenza, Raffaele La Capria per l'incuria e Gino Rivieccio sulla prepotenza. Alla domanda di Demarco su quale di questi fosse il più reale, le risposte sono state varie e articolate. Il politologo Biagio De Giovanni sottolinea come l'incuria e "la separazione fra pubblico e privato sia uno delle maggiori cause di degrado di Napoli, come se a nessuno interessasse cosa succede fuori dalla propria porta di casa". Derrick De Kerckhove, docente di Sociologia della cultura digitale, ritrova tali vizi anche in altre capitali europee, "a parte la connivenza, difetto tipico dei napoletani e molto radicato nel tessuto sociale cittadino". Proprio De Kerckhove, insieme agli studenti del suo corso, si è dedicato ad un progetto "Reinventing Napoli", in cui si è dato vita a diverse proposte di siti Internet, ognuna con lo scopo di ricreare e lanciare una nuova immagine della città. Presenti anche Rosaria De Cicco, attrice, il cui intervento si è distinto per una notevole partecipazione emotiva, Ernesto Mahieux, attore, che sottolinea come nel mondo Napoli sia sempre amata e apprezzata, Nino Daniele, sindaco di Ercolano, paragona Partenope a delle buone fondamenta su cui costruire una realtà ancora più bella del virtuale e Andrea Bacharach, presidente dei Giovani industriali di Napoli, che ha esaltato il valore della rete. Durate la serata, all'"anagrafe" della Città di Partenope ci si poteva iscrivere in tempo reale: in poche ore la comunità è aumentata di oltre 200 iscritti. |