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03-09-2009

Dal protocollo ip all'individuo

Il web si va configurando come un sistema di relazioni slegato dai numeri
Carmine De Falco e Tonino Ferro

Mark Zuckerberg, alias "mister Facebook", rilascia questo mese al giornalista Fred Volgestein, per Wired, un'intervista che ha il potere di schiudere gli occhi sul futuro di internet.
"Apertura", è la parola chiave del pensiero del numero uno di Facebook. E (letteralmente) "terra a terra", il tipo di approccio con il quale confrontarsi nella nuova arena globale: è finita l'era dei mediatori e lo sviluppo del social network più famoso al mondo, dichiara Zuckerberg, va nella direzione dell'utente che condivide, che crea rapporti, a partire da un solo account, con un numero potenzialmente illimitato di persone. La chiave della questione sembra questa: come migliorare le possibilità di connessione dell'utente. Per fare in modo che valga l'equazione: più persone connesse uguale più contenuti condivisi. Attenzione su questo punto in apparenza banale, perché scardina ogni rapporto utilitaristico e filosofico tra utente e contenuto stesso. L'esperienza di Facebook dimostra, dice Zuckerberg, che "il numero di informazioni che la gente sta condividendo proprio ora cresce molto più velocemente del volume di blog e siti 'aperti' del web". Leggi: i siti e i blog sono gestiti da persone che filtrano informazioni; non ci son un produttore dell'informazione e un consumatore interessato. Rimane in mezzo il blogger o il giornalista. I numeri spiegano meglio delle parole, e tolgono i lettori dall'imbarazzo del dubbio: su Facebook si caricano un miliardo di foto al mese e ci sono un miliardo di contenuti condivisi a settimana. Quale contenitore di conenuti può competere? Silenzio.
Le dichiarazioni del sorridente ragazzone americano e le contromosse del gigante Google unite al desiderio di Microsoft di colmare il gap sul mercato dei motori di ricerca e dei servizi web, fanno pensare ad un'imminente guerra tra due mondi contrapposti: il web "social network oriented" vs il web "search engine oriented". Già dalle parole si coglie la grande differenza, da un lato c'è la rete e il sociale, dall'altro un motore che rimanda alla meccanica. Sono diversi i fattori che spingono verso la nuova era, dal motore/algoritmo all'uomo/relazione, dalla dimensione logico-matematica alla dimensione semantica, dalla "scrivania" al mobile. Il primo passaggio presuppone una navigazione non più anonima o associata ad un i.p. numerico, ma l'ingresso in rete di un individuo tramite piattaforme di gestione "universale", ovvero una sorta di "meta-social network" capace di organizzare da un unico account più profili di uno stesso utente (vedi friend feed). Il secondo passaggio, la vera rivoluzione del web che verrà, permetterà, riconosciuta l'identità dell'utente, di proporre sullo spazio virtuale del web, una serie di contenuti, audio, video, informativi, elaborati sulla base delle attività e degli interessi reali, e non su algoritmi logico-matematici. Il terzo passaggio, riguarda l'affermazione dell'internet mobile, ovvero la possibilità di navigare e di essere così costantemente connessi dal proprio cellulare (sempre più ricco di funzioni, rapido, e interattivo). In sintesi, il web sarà personale, portatile, condiviso, relazionale e potenzialmente sempre "on". " facile immaginare come tutto ciò comporterà un'ennesima e ulteriore rivoluzione cognitiva, che stravolgerà completamente l'attuale scenario dei media.


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