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07-11-2009

letteratura fantastica

Runcini, elogio della paura

D'Aquino, omaggio al sociologo-scrittore. Editore Denarolibri
rita felerico

"Lo stato di benessere non produce creatività dello spirito, ma sonnolenza. La paura ,o quanto meno ciò che lego al piacere della paura, è invece destabilizzazione della personalità, sgretolamento di quella corazza di cui ci vestiamo ma che ci permette di comunicare senza sconfinare in eccezionali forme di linguaggi. Paura è rottura di questa 'stato chiuso'". E' ancora ricco di fascino, nonostante l'età, Romolo Runcini.
In coda alla presentazione presso il Pan del libro Romolo Runcini.I tarocchi di una vita fantastica che a lui dedica Claudio D'Aquino ,ci racconta del suo 'pensiero selvaggio' , del rapporto che nasce fra questo e la nostra possibile capacità di 'parola', parola intesa appunto come comunicazione, apertura alla relazione con l'altro. Un pensiero selvaggio ancora vivo, appassionato che non ha mai abbandonato il professore, un vero maestro per Claudio e per tutti gli studenti di sociologia i quali – ricorda Stella Cervasio, anche lei sua allieva – non potrebbero mai dimenticare la sua aurea,il suo stile, il suo panciotto, il suo orologio, la sua romantica 'aria'da gentleman, composta e tranquilla, sotto la quale si nascondeva e nasconde una vertiginosa perturbabilità . E lancia, Stella, un appello per una sicura destinazione della biblioteca di Romolo : ben 25milavolumi, valutati circa 400milioni di vecchie lire, trasportati da Roma a Procida e viceversa nell'illusione di vedere alla luce una 'Fondazione del Fantastico'. Romolo infatti, docente di Sociologia della Letteratura e dell'Arte presso l'Istituto Orientale, considerato uno dei maggiori esperti di letteratura del fantastico, venne invitato a Procida, dal sindaco, per aprire la Fondazione.
Ma le promesse sono state disattese e, dopo ben 10 anni, è costretto a ritornare a Roma. Ribadisce Pier Antonio Toma -che ha creduto molto nella pubblicazione del testo - sarebbe stata la prima Fondazione del genere in Europa :"Perché il 'genere noir' di Romolo rimanda alle paure strutturali dell'uomo e una riflessione -come quella proposta da Claudio - è necessaria per noi che viviamo, oggi, paure fugaci".
Un concetto sul quale si sofferma l'autore nel presentare la trama che si intesse fra Romolo, Poe, Calvino e i tarocchi, attraverso la causalità degli incontri e dei tempi, complice la presenza inquietante dei gatti : "La paura sospende la realtà e ciò che si comprende e si scrive è mosso dall'assenza,dalla mancanza – afferma D'Aquino – si potrebbe ancora scavare fra le carte di Romolo, ritrovare intrecci e legami anche con la nostra Napoli, che avrebbe potuto degnamente ospitare una Fondazione del Fantastico. Penso al sottosuolo della città, al Vesuvio, al suo Corpo Antico, ad un romanzo come La Pelle di Malaparte ". E se fantastico è sinonimo di pauroso, Napoli è una città fantastica , afferma Ermanno Corsi che richiama la struttura originale del testo al suo essere una ' doppia biografia': "L'autore ha saputo abilmente intrecciare la biografia di Romolo alla sua, ha saputo guardare in se stesso e nella sua vita attraverso di lui, come del resto ci dice all'inizio del testo proponendoci una frase di Pamuk. E originale è il sottile richiamo alla cartomanzia : attraverso le carte reinterpreta se stesso e il suo Maestro, un poeta/mago,un matto/saggio che riflette – come in uno specchio – l'allievo e il suo mondo, incantandolo con la sua cultura e la sua formazione". Un uomo, Romolo, affetto dal 'morbo della libridine', che ha reso i suoi testi delle vere e proprie 'piste di ricerca', libri dai quali vorrebbe essere sepolto; ma cosa ci chiede Runcini proponendo la sua 'lettura trasversale, i suoi vezzi?. " Il fantastico è un labirinto dal quale uscire e a noi sta guadagnare l'uscita. Come? Facendo leva sulle proprie forze?", domanda Corsi. Se la paura – come confida Romolo – ci impedisce di riconoscere la nostra relazione con gli altri, occorre insistere: "Procurarci quella elementare violenza carnale e ideale in grado di farci esprimere 'l'urlo' che è in noi e che non sappiamo gettare fuori, guardare le paure e ritornare all'uomo,alla sua parte più elementare,alla sua volontà di non soggiacere, liberandoci della corazza sociale".
Un anticonformismo necessario quello di Romolo, utile alla propria cura, forte di una formazione personale che passa attraverso il marxismo e Croce, nella scia di un elevato pensiero umanista ,"in cui la testimonianza del passato si trasformi nella più intensa memoria del futuro. Come sempre, nel piano di esperienza è il presente che conta. Il qui e ora costituisce per tutti la soglia sperimentabile dell'autenticità di appartenenza al prima o al poi. Per questo la vita è bella", così scrive Romolo (in persona ) nell'ultima pagina del libro. Un libro dato alle stampe dopo 7 - 8 anni per le consuete difficoltà di pubblicazione e che oggi - in formato agile e accattivante – possiamo leggere grazie alla sensibile attenzione di Denarolibri.
***
Romolo Runcini
I tarocchi di una vita
fantastica
di Claudio d'Aquino
€ 14,00 - pag. 112
Informazioni e modalità
di acquisto:
www.denaro.it
sezione e-commerce


num. 209 - pag. 17
 

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