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17-11-2009

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Così cambia la caccia ai batteri

Il Nobel Luc Montagnier a Napoli al convegno sulle Connessioni inattese

Ancora un Premio Nobel, il virologo Luc Montagnier, a Napoli, in occasione del convegno di apertura di questa stagione 2009 dedicata a "La Vita, la Forma, la Relazione" dell'evento culturale interdisciplinare "Le Connessioni Inattese", ricco programma interdisciplinare di mostre, eventi e convegni organizzato dall'Associazione culturale interdisciplinare "Alatanur": un percorso attraverso le molteplici connessioni esistenti tra le 3 tematiche proposte, che continua fino a marzo 2010 con attività che spaziano dalla Scienza alla Filosofia, dal Teatro alla Letteratura, dall'Arte all'Ecosostenibilità, dal Documentario al Fumetto. Delle precedenti edizioni, supportate con passione dall'ex Presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma, la seconda edizione (2008) è stata dedicata a "La Storia, la Scienza, la Propaganda" e ha visto tra i relatori un altro premio Nobel, per la Fisica, il prof. Brian Josephson, padre di un fenomeno fisico legato alla superconduttività che porta il suo nome: l'effetto Josephson. La prima edizione (2007) fu invece dedicata a "Il Mito, il Sogno, la Realtà". Il virologo francese Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina 2008, famoso per aver isolato il virus dell'Aids, ha dunque presentato a Napoli, sabato 14 novembre, la sua nuova eclatante scoperta, nel corso de Le Connessioni Inattese: una metodologia innovativa per l'individuazione elettromagnetica di malattie di origine batterica. Il premio Nobel, però, non ha voluto pronunciarsi sull'influenza H1N1, malgrado le insistenti domande dei molti giornalisti presenti. L'incontro si è svolto presso l'Istituto Italiano degli Studi Filosofici a partire dalle 9,30 alle 19. Tra i partecipanti, oltre a Montagnier, c'erano anche relatori i cui studi possono essere considerati essere "connessioni inattese" con le scoperte del Premio Nobel: stiamo parlando del fisico teorico Emilio Del Giudice dell'Infn di Milano (ma originario di Napoli) insignito della Prigogine Medal 2009, e del professor Vittorio Elia, elettrochimico dell'Università Federico II di Napoli, entrambi autori di importanti studi, nel primo caso teorici e nel secondo sperimentali, che si ricollegano in maniera entusiasmante a quelli di Montagnier. Molti i medici fra i relatori di quest'anno; come Alessandro Scuotto (presidente di Altanur) che ha parlato di "Suggestioni anatomiche: le relazioni tra le forme e l'identità corporea", l'osteopata belga Jean Marc Campigotto che ha relazionato su "Il corpo, l'unità, la forma, la struttura", la ginecologa Maria Pia Marroni: "La Nascita: dalla Forma alla Relazione", Ernesto Burgio, membro del Cts dell'Ide(International Society of Doctors for the Environment): "Il Dibattito sulla Priorità delle Nuove Idee: Prolegomena ad una Controstoria della Scienza".
Ma, torniamo agli eclatanti annunci di Montagnier e del suo collaboratore Jamal Aïssa, e proviamo a capire che può significare riuscire ad individuare delle infezioni per via elettromagnetica e a quali rivoluzionarie conseguenze possano condurre questi nuovi studi del premio Nobel per la medicina 2008.
Bisogna premettere che sono ormai evidenti da anni una serie di proprietà "anomale" dell'acqua, che vanno però tutte a convergere in una nuova visione scientifica. L'acqua non è un semplice solvente per le molecole delle sostanze chimiche che compongono ogni vivente, ma la matrice dinamica fondante dell'organizzazione della vita: basti pensare, ad esempio, che una medusa è composta di acqua molto più pura di quella del mare che la circonda! Un ampio quadro di queste difficoltà e delle nuove entusiasmanti strade che stanno conducendo alla comprensione di questi fenomeni, viene fatto con semplicità, ma inattaccabile scientificità, nel saggio divulgativo: "Aqua, Le mirabolanti avventure dell'acqua elettromagnetica", ed. Bibliopolis, 2006, il cui autore è il fisico della materia Roberto Germano, fra gli organizzatori de Le Connessioni Inattese. Montagnier ha misurato una nuova proprietà del Dna: la capacità, cioè, di alcune sequenze di Dna batterico di indurre onde elettromagnetiche in soluzioni acquose altamente diluite; sembra trattarsi di un fenomeno di risonanza a cui viene dato il via dal fondo elettromagnetico ambientale delle onde a frequenze molto basse. La cosa più interessante è che il Dna genomico della maggior parte dei batteri patogeni contiene sequenze capaci di generare tali segnali; quindi ciò apre naturalmente la strada allo sviluppo di sistemi diagnostici altamente sensibili, capaci di rilevare la presenza di malattie originate da infezioni croniche batteriche negli esseri umani e negli animali.
Montagnier si è più volte augurato durante il suo intervento di poter stringere collaborazioni scientifica con i fisici, allo scopo di chiarire l'origine dei suoi eclatanti dati sperimentali, indubitabili, ma di non ovvia interpretazione.
"Questi importanti risultati – ha ammesso con naturalezza Luc Montagnier –affondano le loro radici nelle ricerche del compianto Jacques Benveniste, ricercatore di fama, a torto incompreso e ridicolizzato"; Benveniste, infatti, alla fine degli anni '80 ottenne dei risultati sperimentali che sono passati alla storia come "memoria dell'acqua", ottenne cioè degli effetti biologici con una semplice "acqua pura" dal punto di vista molecolare, ma che aveva subìto una particolare storia, era cioè semplicemente venuta a contatto con una certa sostanza. Benveniste continuò poi i suoi studi con la misurazione di frequenze emesse dai batteri in soluzioni altamente diluite ed uno dei suoi collaboratori era proprio il ricercatore Jamal Aïssa, presente anch'egli a Le Connessioni Inattese, attuale collaboratore di Montagnier e coautore delle ultime eclatanti ricerche del premio Nobel.


num. 215 - pag. 19
 

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