Per l'azienda del Gruppo Comdata al via la Cassa integrazione straordinaria
Selfin ed Ixfin: per i lavoratori delle due importanti aziende casertane il futuro resta nebuloso. Gli operai della Selfin scelgono la linea della protesta di piazza all'indomani del via libera alla Cassa integrazione straordinaria per liquidazione della società. Al tavolo convocato presso il ministero dello Sviluppo non prende la Comdata, fino a ottobre responsabile della gestione dell'azienda dei servizi informatici. I sindacati chiedono un nuovo incontro a Roma alla presenza di tutte le parti interessate alla vertenza. In strada anche i lavoratori dell'Ixfin, per i quali scade a fine anno la Cassa integrazione.
Maria Beatrice Crisci
Da parte dei rappresentanti sindacali c'è grande rammarico per le scelte che sono state effettuate per Selfin, azienda per la quale sarebbe dovuto partire un nuovo piano industriale con la garanzia di continuità e di rilancio per il sito casertano. Invece, dopo la notizia della messa in liquidazione dell'azienda arrivata come un fulmine a ciel sereno, i lavoratori sono di nuovo scesi in strada ieri mattina e hanno attraversato il centro storico di Caserta fino ad arrivare in Prefettura dove una delegazione guidata dai sindacalisti della Filcams Cgil è stata ricevuta dai funzionari governativi.
I SINDACATI: DAREMO BATTAGLIA
I sindacati annunciano battaglia. Una protesta durissima anche perché la situazione finanziaria della Selfin è talmente critica che verrà accreditato solo un quarto dello stipendio di ottobre. In ogni caso, già in questi giorni, potrebbero verificarsi nuove e clamorose iniziative di protesta. I lavoratori e le organizzazioni sindacali pensano ad una manifestazione nel capoluogo di regione, dove è prevista anche la presenza del sindaco della città di Torino (quartier generale del gruppo Comdata), Sergio Chiamparino. L'obiettivo è quello di chiedere l'aiuto al primo cittadino, nella speranza che la sua "intercessione" possa in qualche modo convincere i dirigenti di Selfin a revocare il provvedimento di messa in liquidazione. Anche e soprattutto perchè il contratto di fornitura quinquennale lasciato in dote dalla Ibm al momento della cessione di Selfin alla Metfin di Morini (l'ex padrone di casa finito agli arresti per bancarotta fraudolenta) formalmente è ancora valido. Questi i fatti. Il consiglio di amministrazione della Comdata, la società di Ivrea che ha acquistato Selfin neppure due anni fa, ha deliberato ad inizio della scorsa settimana per la messa in liquidazione dello stabilimento casertano. Il motivo è da ricercarsi nell'ultimo bilancio che si è chiuso con un buco pari a due milioni e seicentomila euro.
LA CGIL:?IXFIN, SITUAZIONE GRAVE
Di nuovo in strada ieri mattina anche i lavoratori dell'ex Ixfin di Marcianise, ex gruppo Olivetti e prima ancora ex Texas. Gli operai dell'azienda, un tempo leader nel campo dell'elettronica di base dichiarata fallita dal Tribunale di Napoli il 5 luglio 2006, hanno manifestato nuovamente davanti alla Prefettura per sollecitare il governo ad intervenire. A fine anno scade la cassa integrazione e la curatela ha già avviato la procedura di messa in mobilità. "La situazione è gravissima, le istituzioni devono – dice Vincenzo Sglavo della Cgil Fp - dare segnali convocando al più presto un tavolo ministeriale. Bisogna andare oltre - aggiunge il sindacalista - ed accelerare sull'accordo di programma in modo da dare prospettive di futuro a tanti lavoratori".
FERRANDELLE, OGGI IL VERTICE
Intanto, per oggi a Confindustria è previsto un vertice del gruppo Ferrandelle di Riardo. Sarà questa l'occasione per analizzare l'andamento del programma di riorganizzazione dell'azienda dopo l'accordo biennale dell'aprile scorso. Per la Cisl Fai "è la prima volta che si riapre la discussione sul piano dei contenuti dopo che è stata una contrazione dei livelli occupazionali".