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Mentre cresce il dibattito sulle possibili riforme condivise, maggioranza e opposizione non hanno esitato a mettere insieme la firma per il disegno di legge "Scudo fiscale per il rientro dei talenti", la prima iniziativa di un progetto più ampio e articolato chiamato "Controesodo, una idea bipartisan per gli Italians", promosso dall'Associazione 360 gradi per valorizzare il contributo degli italiani all'estero e favorire il loro rientro nel nostro Paese. Il paese deve recuperare gli italiani che sono in giro per il mondo. Milioni di "talenti in movimento" di cui l'Italia, oggi più che mai, ha bisogno per progettare di nuovo il proprio futuro. Abbiamo bisogno come valore aggiunto di tutte quelle risorse umani e professionali che hanno lasciato il Paese. Dobbiamo impedire che muoia il Sud, porre fine all'esodo delle nostre forze migliori, una emorragia che non si riesce a tamponare… Le cifre rivelano che una intera generazione se ne è andata a inseguire il futuro altrove… I dati fotografano una situazione a dir poco allarmante. Negli anni 2000 nel solo Mezzogiorno sono più di 600 mila i ragazzi che hanno lasciato il paese. Il saldo netto è di sessantamila unità in meno all'anno. E stiamo parlando di giovani con un medio alto grado di istruzione, cioè diplomati o laureati. Il Sud non può permetterselo se vuole avere un futuro. Ma la vostra proposta per tamponare la fuga di cervelli su che cosa si basa ? L'idea è quella di un sistema di sgravi fiscali per convincere i professionisti e le persone emigrate all'estero a tornare in Italia per creare un'attività imprenditoriale. La proposta abbraccia esperienze diverse, non riguarda solo i laureati, i cosiddetti cervelli… La proposta non si rivolge esclusivamente a ricercatori e docenti, ma si estende a tutte le categorie professionali (150 mila potenziali beneficiari) e prevede una misura triennale diretta agli italiani sotto i 40 anni, che risiedono o abbiano un lavoro all'estero da almeno 24 mesi. Il loro rientro sarà favorito da un credito di imposta fisso (25mila euro annui per tre anni per chi sceglie il Centro-Nord, 50 mila per chi torna al Centro Sud, in ogni caso sotto i 200mila euro, affinché lo sgravio fiscale sia compatibile con la legge europea). Sgravi che vanno anche a chi assume un lavoratore rientrato dall'estero? Si, la legge prevede in questo caso che gli sgravi vadano divisi al cinquanta per cento tra il lavoratore ed il datore di lavoro. Il progetto "Controesodo", come dicevamo è articolato in quattro iniziative: le altre tre su che cosa vertono? Sono già in cantiere altri tre progetti di legge. Un credito d'imposta per chi investe in formazione qualificata all'estero e torna a lavorare in Italia, che abbiamo chiamato "Learn and Back "; una versione nazionale dello scudo fiscale per agevolare il rientro al Sud dei giovani emigrati al Nord Italia ed, infine, un pacchetto di agevolazioni fiscali per gli Italians che sviluppano o finanziano una nuova attività nel nostro Paese. Tutte iniziative che ruotano intorno ad una idea di fondo: trasformare il vincolo sociale dell'emigrazione in un'opportunità di sviluppo… Si, è proprio così. E' questo il cuore del progetto. Il rientro dei talenti, grazie alle accresciute competenze, può tradursi per i territori di origine, in un vantaggio economico e sociale che bilancia la perdita inizialmente subita con la partenza. Allo stesso modo, l'opportunità di formarsi e crescere professionalmente, all'estero o nelle aree più sviluppate d'Italia, rappresenta una carta in più da giocare nella partita difficilissima della competizione globale, specie nella fase difficile che stiamo attraversando. Ma un progetto per fari rientrare i napoletani di successo sparsi nel mondo per il rilancio della città è utopia? Napoli da cinquant'anni ha smesso di sognare. E' ora che si faccia qualcosa. Far tornare i napoletani vip forse è impossibile, ma si potrebbe pensare anche in questo caso a particolari agevolazioni fiscali e con le somme risparmiate dar vita a corsi di recupero, borse di studio e di formazione per i ragazzi napoletani più poveri e sfortunati. Una solidarietà importante. Lei ha un animo vagabondo. Ama molto viaggiare… Viaggiare è una mia grande passione. Anche se ora con l'impegno politico mi è molto più difficile poter prendere un aereo e partire. Comunque se avessi una bacchetta magica, se potessi esprimere un desiderio come nelle favole, non avrei esitazioni : vorrei poter girare il mondo insieme ai miei figli, zaino in spalla… Che cosa metterebbe nello zaino? Ah, non ho dubbi. Una scacchiera da viaggio e qualche libro. L'ultimo libro letto? "L' arte di correre " di Murakami Haruki . Amo, comunque, particolarmente gli autori sudamericani, Marquez e Borges, su tutti. Tra gli autori italiani il mio preferito,invece, è Antonio Tabucchi. I libri che l'hanno particolarmente colpita? Tra i grandi classici "Il Rosso e il Nero" e "Il Giocatore". Ma libri che mi hanno fascinato sono stati anche "Arte nuova di Pensare", "Il piccolo principe", "Il Poeta e i Pazzi", "La variante Luneburg", "Le Lettere di Berlicche", e "Il Cammino di Santiago" di Coelho. Jogging, squash, trekking: lei non ama certo stare fermo nel tempo libero… Quando posso mi piace fare attività fisica. Abitualmente vado a correre lungo il fiume Sarno. Mi piace anche la montagna, soprattutto le Dolomiti, ma i sentieri più belli mai frequentati sono tre e tutti in Campania: Dentecala e Monte Tuoro a Capri, il Sentiero degli Dei in Costiera Amalfitana e le Gole del Calore in Cilen Culla un sogno quest'anno: New York… Lo confesso, sto pensando di andare alla maratona di New York. Speriamo… |