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23-01-2010

sviluppo

L'Eritrea fattore di stabilità nel Corno d'Africa

Carlo Zappatori

L'originale modello di sviluppo economico messo in atto dal Governo eritreo sta raggiungendo, in pochi anni, l'obiettivo prefissato dell'autosufficienza alimentare di questo Paese, che, come tutti i Paesi del Corno d'Africa, soffre delle ricorrenti siccità che si abbattono periodicamente tale regione del continente africano. La ricetta economica adottata dal Presidente eritreo, Isaias Afwerki, è stata semplice, ma efficace, con il coinvolgimento pieno delle varie popolazioni rurali e l'impiego massiccio di giovani donne ed uomini, che svolgono il servizio militare, con compiti di servizio civile. Sono state realizzate, in questi anni, una notevole quantità di mini dighe, in tutte le regioni eritree, per creare invasi di acqua, necessari all'irrigazione dei terreni agricoli. Si sono realizzate numerosissime trivellazione di pozzi per garantire acqua potabile a tutta la popolazione, e per incentivare la gente rurale a rimanere nel proprio territorio, sono state costruite scuole, ospedali e numerosi servizi sociali verso le zone agricole, per assicurarne un continuo sviluppo in "loco". Altro fronte di successo per migliorare i bisogni alimentari della gente eritrea è stato quello ittico, che, grazie anche ad accordi con alcune nostre Regioni , ha migliorato la dotazione dei natanti per la pesca, perfezionato le relative tecniche di pescaggio e conservazione. E' aumentata di molto la quantità di pesce per soddisfare i fabbisogni alimentari interni, ma anche per avviare una nuova e proficua attività di esportazione ittica verso altri Paesi. La grande laboriosità della gente eritrea che è apprezzata in tutto il mondo, dove vi è una grande presenza a seguito delle drammatiche guerre del secolo scorso, sta realizzando un obiettivo quello della completa autosufficienza alimentare che, per questa area del continente nero, fino a qualche anno fa, sembrava irrealizzabile. Il lungo periodo di leva militare, anche a scopi civili, che oggi riguarda tutte le leve giovanili maschili e femminili, dopo i successi economici ottenuti è destinato, con ogni probabilità, ad essere ridotto, come auspicato da molti osservatori, per rilanciare, a tutto campo, altri vitali settori dell'economia. Questo piccolo ma strategico Stato del Corno d'Africa conserva un ottimo rapporto con il nostro Paese e le scuole superiori italiane di Asmara sono pieni di giovani eritrei che guardano al nostro Paese con grande interesse e simpatia, ma visibili e conservati, con grande orgoglio, vi sono i segni dell'antica presenza del nostro Paese. L'Italia può contribuire, perciò, con i suoi ottimi rapporti con tutti i Governi del Corno d'Africa, a riportare condizioni di pace e sviluppo in questa strategica area del continente africano, dove il modello di sviluppo economico eritreo, con gli opportuni adattamenti potrebbe essere esportato per evitare le drammatiche morti per fame e sete di tanti bambini africani, che ancora oggi sono purtroppo una drammatica realtà. La chiesa cattolica, che ha celebrato recentemente un grande sinodo dei Vescovi del Continente Nero, svolge in Africa un ruolo essenziale, con i suoi missionari, per portare aiuto e sollievo a quelle povere popolazioni, ma grande deve essere anche l'impegno dei Governi locali. In Eritrea vi è una pacifica convivenza tra i cittadini di religione cristiana copta ( quasi il 50%) e quella islamica ( quasi il 50%), ma vi è anche una presenza, anche se minore, del mondo cattolico, con la presenza di Seminari che ogni anno ordinano nuovi sacerdoti. Questa pacifica convivenza religiosa rappresenta un modello che va salvaguardato in un Continente, come quello africano, dove gli estremisti islamici tentano di espandersi e stabilire nuovi adepti. L'Eritrea costituisce, perciò, un fattore di stabilità per l'intera area, anche se l'adozione di alcune riforme interne di maggiore liberalizzazione, ne potrebbero accrescere enormemente l'importanza in campo internazionale.


num. 015 - pag. 03
 

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