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25-02-2010

innovazione

Ricerca, la speranza è nella rete

Dot 2.o, gli scienziati scattano in avanti: nasce il dipartimento virtuale
Paolo Napolitano* Alessandro Cozzutto*

"Condividete e moltiplicatevi", perché le scienze sociali contano. " questo il motto che riassume la filosofia di Dot 2.0, Dipartimento Virtuale di Studi politici e sociali, un progetto ideato, finanziato e realizzato da alcuni giovani dottorandi in Scienza Politica e Sociologia dell'Università di Torino, allo scopo di mettere in condivisione le idee, i progetti e le risorse che circolano all'interno del mondo accademico e non solo.
Inaugurato ufficialmente l'11 Febbraio scorso, il Dipartimento Virtuale di Studi Politici e Sociali è il non luogo in cui divulgare contenuti scientifici multimediali liberamente accessibili rilasciati sotto licenza Creative Commons, lo strumento nato nel 2001 in ambito informatico per consentire agli autori di opere di ingegno (software, video, musica, letteratura, ecc.) di estendere gli spazi anacronistici della tutela del diritto d'autore e garantire agli utenti/fruitori la libertà di copiare, distribuire e modificare le loro creazioni.
Dot 2.0 (dotduepuntozero.org) nasce dunque al fine di collezionare contenuti multimediali ispirati dalla ricerca scientifica nel campo delle scienze sociali e rivolti alla diffusione e promozione dei risultati della ricerca stessa: video, documentari, interviste, articoli a carattere scientifico e giornalistico, podcast di conferenze e lezioni, oltre a una serie di iniziative legate più specificamente al contesto torinese.
Alcuni esempi: il ciclo di incontri "I Sensi della Politica" (ovvero la politica declinata attraverso i cinque sensi intesi come strumenti di vera e propria creazione politica), i seminari di Educazione Civica per le scuole secondarie torinesi intorno al tema della democrazia, il video dell'incontro tenuto dal collettivo di scrittori Wu Ming, le partnership avviate con il centro di ricerca "Nexa" del Politecnico, con il presidio universitario di "Libera" o con la "Scuola Holden" di Torino.
Dot 2.0 nasce da un'esigenza comunicativa e relazionale, nel tentativo di superare quell'ingessatura che molto spesso frena la ricerca universitaria in Italia, attualmente organizzata attraverso la logica tipica dei compartimenti stagni: scarsa comunicazione, poca fruibilità e soprattutto l'esasperante distacco tra il mondo accademico e la realtà sociale che si propone di analizzare.
La logica che anima Dot 2.0 è invece quella dei vasi comunicanti: una tavola rotonda in continua formazione che discute, collabora, propone iniziative in ambito accademico o civile, ma soprattutto mette in condivisione ciò che realizza.
Uno sguardo su tematiche e problematiche di respiro globale, ma puntualmente declinate intorno al tessuto cittadino: un tentativo ambizioso e in divenire di riportare sotto il controllo quotidiano dei suoi promotori la complessità delle domande di natura sociale, politica ed economica, a cui le scienze sociali cercano appunto di rispondere.
Dalla comunicazione politica alla partecipazione elettronica, dal lavoro alle politiche pubbliche sino ai partiti e alle organizzazioni criminali, i temi tradizionali della ricerca scientifica vengono pensati secondo un focus e un punto di osservazione volutamente diverso, per restituire pubblica utilità a questo tipo di studi e provare a ragionare su di essi in maniera insolita e, possibilmente, innovativa.
Come tengono a sottolineare i suoi membri, il neonato Dipartimento Virtuale è, però, pensato non come fine, bensì come strumento, al servizio della ricerca scientifico-sociale: mettere in contatto "reale" le persone che gravitano intorno alla ricerca e ad essa vorrebbero applicare, di più e più intelligentemente, le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione; puntare i riflettori sulla vita quotidiana di un Dipartimento di ricerca sociale; avvicinare professori, ricercatori e studenti sulla base di contributi immediatamente fruibili; coinvolgere associazioni e centri di ricerca, istituzioni e movimenti, artisti e professionisti, da cui troppo spesso l'università italiana rimane avulsa.
La volontà di estendere il proprio raggio d'azione anche a realtà esterne e di connettersi ad esperienze simili già attive in altre parti d'Italia, fa si che Dot 2.0 possa essere considerato un progetto "open source" della ricerca politica e sociale, privo di obiettivi predeterminati perché è la realtà in evoluzione a segnarne il percorso: un progetto aperto e in continua forma-azione, che può accogliere diverse riflessioni e contributi e che fonda la propria ragione d'essere sulla condivisione.
Condividere, infatti, non significa semplicemente postare un contributo, ma partecipare attivamente nel creare e sviluppare un'idea, dedicare tempo e impegno ad essa, portare a disposizione (virtuale) tutti i lavori nati dalla (reale) collaborazione quotidiana.
Il Dipartimento Virtuale di Studi Politici e Sociali è online. Condividete e moltiplicatevi: because social sciences matter.

*Dottorandi in Scienza Politica e Relazioni Internazionali Università di Torino



num. 038 - pag. 28
 

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