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L'analisi, elaborata dall'Osservatorio Unioncamere sull'imprenditoria femminile, fa un esame settore quali-quantitativo prendendo in considerazione diversi indicatori. Escludendo le imprese individuali e quelle costituite in forma di società di capitale, le restanti aziende a conduzione femminile (società di persone, cooperative, consorzi e altre forme) fanno segnare, a livello nazionale, un aumento di 592 unità a fine 2009.
Aziende individuali
Sono 89.457 le imprese rosa operanti in Campania nel 2009. Il 29,3 per cento rispetto al totale delle aziende individuali che caratterizzano il nostro tessuto produttivo. Di segno negativo la variazione captata nel biennio 2008-09, pari a meno 0,8 per cento. Tenuta inferiore, in termini relativi, a quella maschile (meno 0,6 per cento). Ma la flessione è il terzo valore più contenuto rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno (di un solo punto percentuale superiore ad Abruzzo e Calabria) e minore se raffrontata con i cali di diverse regioni del Centro-Nord Italia. Resistono meglio, nell'arco analitico preso in considerazione, solo le imprese femminili del Piemonte (meno 0,5 per cento), Trentino Alto-Adige (meno 0,4 per cento), Veneto (meno 0,6 per cento), Toscana e Umbria (entrambe meno 0,1 per cento). In valore assoluto, le capitane d'impresa campane viaggiano su ritmi elevati. Le quasi 90mila aziende, a managerialità femminile, rappresentano numericamente la seconda quota più alta in Italia dopo la Lombardia (92.318 unità). Fatto 100 il totale delle imprese individuali femminili si può osservare come la quota più consistente sia rappresentata dalle imprese della Lombardia (dove ha sede il 10,7 per cento di tutte le imprese individuali femminili), subito seguita dalla Campania (dove si trova un altro 10,4 per cento). Poco distanti anche Sicilia (9,5 per cento), Lazio (8,5 per cento) e Piemonte (8 per cento). L'analisi provinciale
Gli analisti evidenziano come scendendo a livello provinciale l'imprenditoria rosa sia riuscita a chiudere il 2009 in attivo in una provincia su cinque (22 delle 105 in cui sono presenti i registri delle Camere di commercio). Tra queste, meglio di tutte fanno Prato (più 5,2 per cento), Crotone (più 1,6 per cento), Cremona (più 1,2 per cento) e Ragusa, Monza-Brianza e Rovigo (tutte con un più 0,9 per cento). In Campania, nello score di settore, Napoli (23esima posizione) è l'unica provincia che chiude l'anno con segno invariato. Qui le capitane d'impresa pesano per il 25,9 per cento sul totale delle imprese domestiche. Seguono, nell'ordine, Salerno, Caserta, Benevento e Avellino: ambiti territoriali che esprimono andamenti di segno negativo (rispettivamente meno 0,8 per cento, meno 1,2, meno 1,4 e meno 2 nelle variazioni 2008-09 di Pmi rosa).
società extracomunitarie
Calando la lente sulle imprese in rosa guidate da donne immigrate, lo screening registra in Campania 4.151 Pmi su un totale di 15.899 aziende. Il dato assoluto dà alla nostra regione il quinto miglior piazzamento nella graduatoria nazionale dopo Lombardia, Toscana, Lazio e Veneto. Di segno positivo anche la variazione 2008-09 che arriva, in regione, al 4,6 per cento (182 unità). |