|
Si avvicina la realizzazione, a livello nazionale, di un'associazione di coordinamento tra le cinque sigle di rappresentanza di artigiani e commercianti (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti): organizzazione che, assieme, raggruppano circa un milione e mezzo di piccole e medie imprese dislocate sull'intera penisola, essendo riuscite a stabilire negli ultimi decenni, in particolare modo al Nord, un proficuo rapporto con l'imprenditoria del territorio. Un rapporto, quello tra singola impresa e associazione, profondamente differente tra Nord e Sud del Paese. Tutto nasce nel maggio del 2006, quando a Roma, poco lontano da Montecitorio, le suddette organizzazioni si riuniscono al Teatro Capranica (da cui il Patto del Capranica) per promuovere una manifestazione contro la Legge Finanziaria del Governo Prodi. Si è pensato anche di affiancare in futuro alla neo associazione di coordinamento un think tank che dovrebbe supportare il progetto. Esso vedrà al vertice, con una turnazione semestrale, uno dei presidenti a scelta tra quelli delle sigle che ne fanno parte (le quali peraltro non si scioglieranno, e anzi continueranno a operare sul territorio, grazie alle loro ramificazioni). In un momento in cui le stesse sigle spingono i loro associati ad aggregarsi per meglio affrontare le disparate criticità, danno il buon esempio, trovando un momento comune di rappresentanza. Una novità epocale in un panorama associativo piuttosto frammentato, dinanzi ad una seria crisi della rappresentanza degli interessi. Siamo in attesa - si pensa che il tutto si concluderà a metà del prossimo mese di maggio - del testo definitivo delle regole, che celebreranno l'unione. Da tempo stanno lavorando all'intesa autorevoli studiosi che da anni si dedicano allo studio dell'evoluzione della società, come Giuseppe De Rita, Paolo Feltrin e Aldo Bonomi. Dell'intesa si avvantaggerà tutto il sistema imprenditoriale locale e nazionale. Essa farà sicuramente del bene agli imprenditori, rafforzando il rapporto di fiducia con le singole organizzazioni di rappresentanza. Si vedrà poi come e quando tale accordo si diffonderà a livello locale. Inoltre, visto che i numeri della rappresentanza datoriale in?Campania non sono quasi mai a doppia cifra rispetto al totale delle imprese, così come è nella restante parte del Paese, sono certo che il progetto contribuirà ad innescare tra gli imprenditori più fiducia verso le loro specifiche sigle associative. E?potrà costituire un volano per il marketing associativo sul nostro territorio. Ecco perché occorre cogliere l'occasione, servendosi del Patto di Capranica, per far crescere e migliorare in loco il rapporto tra impresa e associazioni. In questa ottica le organizzazioni imprenditoriali svolgono un ruolo essenziale, per il rafforzamento delle relazioni delle imprese tra loro e con il sistema delle istituzioni. Insomma, l'esperienza associativa è fondamentale per una concreta capacità di analisi delle tendenze, dei problemi della realtà economica e sociale del nostro Paese. Promuovere la nuova intesa, peraltro, illustrando agli imprenditori l'importanza del legame associativo e le potenzialità che un accordo di tale specie può generare, rappresenta un'interessante e affascinante sfida. nicolacampoli@virgilio.it |