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Il 20 settembre 2007 viene siglato il protocollo d'intesa tra Comune di Napoli, Regione Campania, ministero per i beni e le attività culturali (direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania) e arcidiocesi di Napoli, con l'adesione dell'Unesco, per il Piano integrato di sviluppo urbano (Piu Europa) destinato a cambiare il volto della città. A distanza di due anni e mezzo la Regione dà il via libera ai finanziamenti previsti da uno dei più ambiziosi assi operativi del Fesr, (Fondo europeo di sviluppo regionale) ma i tempi per imboccare la strada dei cantieri è ancora impervia. Sul piatto ci sono 242 milioni di euro (comprensivi del cofinanziamento dell'amministrazione comunale di Napoli per il 10 per cento della torta). Fondi sufficienti a finanziare solo un terzo delle oltre 300 manifestazioni di interesse siglate dall'amministrazione comunale nell'ottobre scorso. Si tratta di 126 interventi (vedi pagine seguenti) considerati prioritari per cambiare il volto della città in vista del traguardo del Forum delle culture del 2013. L'obiettivo è, infatti, arrivare al termine dei sette anni previsti dal Programma operativo 2007-2013 presentando una città nuova all'occhio di turisti e visitatori Ad ovest si interviene con il parco urbano e la riqualificazione di Bagnoli (che ha assorbito già 75 milioni di euro dei fondi europei disponibili per il Piu) e con la riqualificazione delle aree che ospiteranno il forum universale delle culture. A Est la riqualificazione si intreccia con il piano casa e le bonifiche dell'area delle raffinerie. Quindi il cuore dal programma è il Piu Europa. Opere faraoniche che, a metà del guado, imboccano pericolosamente la strozzatura della clessidra del tempo disponibile. Il nodo da sciogliere è la cantierabilità delle opere. Secondo il crono programma delineato dallo stesso assessore allaC ultura dall'amministrazione comunale, Nicola Oddati (vedi intervista) per le gare di appalto e l'apertura dei cantieri bisogna attendere, a guardare con ottimismo al futuro, la fine di quest'anno. Le opere sono divise in due gruppi (cultura e accoglienza) e prevedono interventi di riqualificazione del centro storico secondo una logica di partenariato tra l'ente pubblico, gli attori chiave del territorio e soggetti privati, interessati al miglioramento dell'ambiente urbano. Il piano si integra con gli altri interventi per la città, il programma operativo interregionale "Turismo e beni culturali" per la riqualificazione dell'area relativa alla linea di costa che va da Piazza Municipio alla Villa comunale – compresa nel sito Unesco - inserita nel progetto "Baia di Napoli" e i protocolli aggiuntivi destinati al miglioramento della mobilità (zone a traffico limitato, parcheggi di interscambio,) infrastrutture per i privati (Sirena), aiuti alle imprese (Centro commerciale naturale nell'area di piazza mercato, conservazioni delle attività tradizionali, progetto bassi) formazione (incubazione di imprese, tutoraggio, consulenza, emersione,) energia (impianti fotovoltaici, fonti rinnovabili) ambiente (riduzione della dispersione idrica, innovazione) per l'attuazione dei quali ci sono 80 milioni dei Poin (Programma operativo interregionale) e 50 milioni del protocollo del welafare per un totale disponibile, per i protocolli aggiuntivi, di circa 134 milioni.
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