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Patto per il Sud, Partito del Sud, Stati Uniti del Mezzogiorno. E ancora intese, programmi, progetti, protocolli, accordi. Una mole di idee. Un numero indefinito di forme. Ma la sostanza non cambia. Lo sviluppo economico, sociale, politico e culturale del Meridione d'Italia non può prescindere dalla creazione di un blocco comune tra uomini delle istituzioni. Un princìpio che gli europarlamentari del Mezzogiorno condividono e provano ad applicare dentro e fuori l'aula del Parlamento europeo. L'obiettivo è indirizzato alla creazione di un coordinamento trasversale che superi gli schieramenti e riconosca come finalità il lavoro per migliorare le condizioni di vita del Mezzogiorno e fornire a questa macroarea gli strumenti per accrescere il potere contrattuale in ambito economico e politico. Erminia Mazzoni del Pdl evidenzia gli obiettivi da perseguire mediante un accordo che superi le divisioni di partito: "Le risorse per il periodo 2007-2013 sono oggetto di verifica e rimodulazione, per cui è opportuno che si lavori per sensibilizzare le Regioni del Mezzogiorno affinché riprogrammino i flussi finanziari conferendo priorità ad aspetti come legalità, sicurezza, trasporti e logistica, scuola e Università". Nel contempo a Bruxelles è in fase di avvio la programmazione per il periodo 2014-2020. "Innovazione, economia della conoscenza, economia a bassa emissione di Co2, sviluppo locale, promozione dell'occupazione - rileva Erminia Mazzoni - sono le priorità strategiche sulle quali sarebbe opportuno promuovere un'azione comune dei parlamentari europei del mezzogiorno, tesa a favorire processi regionali di aggregazione a dimensione macroregionale". Ma al parlamento europeo già da qualche tempo si lavora per conseguire obiettivi condivisi. "Tra i banchi dell'europarlamento è nato un gruppo trasversale di deputati eletti nelle circoscrizioni del Sud -evidenzia la Mazzoni- e si sta già lavorando sulla fiscalità di vantaggio per le regioni del Mezzogiorno, il sostegno all'insularità, la creazione di un'Antenna europea con sede nel Meridione e la riforma della politica di coesione". Fondi strutturali e posizionamento nel sistema economico del Mediterraneo sono i due pilastri intorno ai quali ragionare e lavorare secondo l'idea di Andrea Cozzolino, eurodeputato campano del Pd. "Stiamo già lavorando insieme per rendere il programma in corso 2007-2013 più flessibile e capace di rispondere alle esigenze della crisi. I piani attuali sono stati elaborati prima dell'inizio della recessione, in uno scenario completamente diverso dall'evoluzione successiva. Ora bisogna consentire alle amministrazioni che hanno messo in campo interventi anticrisi nel settore del welfare e della formazione, come è avvenuto in Campania, maggiore flessibilità nella gestione dei progetti per evitare di sconvolgere tutto l'impianto dei programmi". Cozzolino fissa una sorta di agenda da seguire. "Nelle prossime settimane si dovrà collaborare per fare in modo che le risorse disponibili per impegni e pagamenti da qui al 2013 siano adeguate allo sforzo in atto per sostenere la ripresa. C'è poi una battaglia di prospettiva -aggiunge l'ex assessore alle attività produttive della Regione Campania- per fare in modo che le politiche di coesione, cioè quelle dedicate ai territori in ritardo di sviluppo, non vengano cancellate o depotenziate ma riformate e rese più efficaci. Dobbiamo cambiare le regole e gli obiettivi, renderli meno formali e burocratici e più vicini ai bisogni dei cittadini e delle imprese". Ma è l'Area Med il vero punto di riferimento per coordinare l'attività degli europarlamentari del Sud. "Accanto ai fondi strutturali -sottolinea Cozzolino- la partita decisiva è quella del Mediterraneo, del potenziamento delle politiche europee in quest'area in diversi settori che vanno dall'energia all'immigrazione, dalla ricerca alla sanità, all'agricoltura. Dobbiamo farlo alleandoci con i Paesi più sensibili, Spagna e Francia in primis. E'una priorità condivisa da democratici e popolari, come è emerso in occasione dell'ultima visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e del presidente della Camera, Gianfranco Fini". Ma gli eurodeputati del Mezzogiorno lavorano già insieme per qualche progetto? "" successo -ribatte Andrea Cozzolino del Pd- per la mobilitazione del fondo europeo di solidarietà per l'Abruzzo, per la tutela e la promozione della mozzarella di bufala, per i regolamenti sui fondi strutturali e anche per l'elaborazione di una normativa intelligente sul tonno rosso e sul corallo, che non stroncasse tradizioni e attività economiche importanti per il Sud". Enzo Rivellini, europarlamentare del Pdl, torna invece sulla questione relativa all'allestimento nel Meridione d'Italia di una sede istituzionale dell'Unione Europea. "Ho rilanciato di recente un appello – ricorda – affinché fosse sostenuta la proposta di risoluzione presentata alcuni anni fa dall'allora europarlamentare Giorgio Napolitano, oggi presidente della Repubblica Italiana, che chiedeva che fosse assegnata all'Italia un'ulteriore "antenna" (sede istituzionale) europea così come chiedono la Spagna ed i Paesi dell'Est. In questo modo – aggiunge Rivellini – si può concretamente contribuire a spostare più a Sud, verso il Mediterraneo, l'asse politico europeo che oggi poggia tutto lungo la direttrice franco-tedesca". L'eurodeputato del Pdl è convinto che un fronte comune tra esponenti meridionali di diversi schieramenti politici sia obiettivo ampiamente concretizzabile. "Esiste in tal senso una iniziativa di cui sono promotore: portare a Napoli le riunioni dell'assemblea parlamentare paritetica Acp/Ue. Agli atti del Parlamento Europeo c'è una mia proposta di risoluzione sottoscritta dai capidelegazione dei partiti italiani presenti a Bruxelles. Solo con la collaborazione istituzionale e bipartisan -chiude Enzo Rivellini – l'Italia e il Sud possono sperare di vincere delle battaglie in sede europea. La collaborazione su questo come su altri temi non è solo auspicabile, ma assolutamente indispensabile". Al movimento dei meridionalisti convinti è iscritto Gianni Pittella, eletto nella circoscrizione Sud con il Pd, lucano di nascita ma campano d'adozione, vice presidente vicario del parlamento europeo: "Credo che agricoltura e pesca siano due settori di rilevante importanza per l'economia del Mezzogiorno -spiega- e quindi mi sembra opportuno concentrare l'attività comune degli eurodeputati del Sud per le politiche di sviluppo e di sostegno a quanti esercitano attività imprenditoriale in questi comparti. Le ricchezze del meridione consistono principalmente nello sfruttamento della terra e del mare, dobbiamo esserne consapevoli e lavorare perché le attività siano incentivate e al tempo stesso gli ecosistemi protetti per evitare che venga a mancare la materia prima". Poi c'è il discorso dei fondi strutturali. "E su questo versante possiamo operare insieme individuando gli obiettivi strategici da sottoporre all'attenzione dei governi locali. Estenderei la collaborazione oltre che ai parlamentari europei anche alle istituzioni del Mezzogiorno. Solo così potremo concretamente rilanciare l'economia e le ambizioni dei nostri territori". E per quanto riguarda i progetti comuni già in corso? "La tutela delle attività di pesca, il sostegno alle realtà imprenditoriali ed all'agricoltura, la normativa sul tonno rosso sono alcuni esempi positivi di collaborazione tra parlamentari europei del Meridione appartenenti a schieramenti contrapposti". La collaborazione è determinante, come sottolinea Aldo Patriciello del Pdl, deputato molisano e tesoriere del gruppo parlamentare del Ppe. "Siamo già molto attivi sotto questo punto di vista -rivela - attraverso progetti di sostegno alle piccole e medie imprese del Sud e un impegno comune sui grandi temi che possono consentire al Meridione di emergere da uno stato di crisi e mancato sviluppo. Direi che anche le questioni sociali, come l'assidua verifica relativa alla ricostruzione del dopo terremoto in Abruzzo, hanno cementato il rapporto con i colleghi eletti nella circoscrizione del Sud". Parlare di priorità è difficile dal momento che esistono numerosi temi caldi da affrontare. "Il Mezzogiorno può intraprendere la strada dello sviluppo innanzitutto attraverso una più equa distribuzione delle risorse finanziarie, che metterei al centro dell'attività comune in sede europea. Inoltre -aggiunge Patriciello- credo sia opportuno lavorare per il miglioramento delle infrastrutture e l'accrescimento dell'occupazione in quei settori dove i territori del meridione sono tradizionalmente forti". |