Fim, Fismic e Uilm: L'intesa è l'unica strada. Ma su Facebook vincono i no
Sfiora il 68 per cento, almeno sulla carta, il fronte del sì all'accordo tra sindacati e Fiat su Pomigliano d'Arco. Il valore è quello che si ottiene sommando i consensi ottenuti all'ultima tornata elettorale per eleggere le Rsu dai sindacati che hanno firmato due giorni fa l'intesa (Fim, Fismic, Uilm più l'Ugl). La Fiom, contraria all'accordo, gode del 21,4 per cento dei consensi. Poi ci sono i Cobas e i sindacati meno rappresentativi. Dati da prendere con le pinze, perché la consultazione si è svolta a giugno 2006, quattro anni fa, e perché non tengono conto dell'acceso dibattito di questi giorni; ma che danno l'idea delle forze in campo. Su Facebook, intanto, nasce il gruppo "Pomigliano non si piega": come si evince dal nome, è contro l'intesa e raccoglie già 3.500 iscritti.
La vittoria del sì al piano per portare la Panda al Giambattista Vico, comunque, salvo clamorosi colpi di scena, non sembra in discussione: lo è, piuttosto, il margine con cui martedì prossimo, giorno in cui è in programma il referendum di fabbrica, ci sarà il via libera all'accordo. Fiat non vuole uno stabilimento spaccato: senza una forte legittimazione attraverso il referendum, applicare un'intesa come quella in discussione su un bacino di 5 mila lavoratori diventerebbe impresa ardua. Per questo il Lingotto non ha ancora sciolto la riserva sull'investimento da 700 milioni: serve un consenso superiore al 60 per cento. Lo sanno anche le sigle che hanno aderito alle condizioni poste dall'azienda torinese, che infatti sono da ieri impegnate a mobilitare i lavoratori per chiamarli alle urne e a farli votare sì. Fim, Fismic e Uilm hanno diffuso ieri un volantino che riassume i punti dell'accordo. Nel documento si sottolinea come l'intesa salvaguardi i diritti dei lavoratori e il diritto allo sciopero e non comporti violazione alle leggi e allo Statuto dei lavoratori. "Sugli straordinari relativi al 18esimo turno, se richiesti nei limiti fissati - si legge - è implicito l'impegno di non proclamare lo sciopero nelle giornate di sabato e, solo in quelle". I tre sindacati ribadiscono: "L'unica cosa sensata che un sindacato poteva fare: un accordo per portare investimenti e sviluppo a Pomigliano". Le tre sigle giudicano "indispensabile l'intesa, perchè consente di dare una prospettiva alle migliaia di persone" che lavorano al Vico e nell'indotto.
G.B.