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"Fino a qualche giorno fa mi chiedevo perché Confindustria accetta quello che è inaccettabile nella Finanziaria, e la risposta arriva a Pomigliano d'Arco con l'accordo proposto dalla Fiat". Lo afferma Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra e Libertà, ieri a Pomigliano per un dibattito. "Il contratto nazionale di lavoro muore a Pomigliano d'Arco - afferma Vendola -. Per le imprese - aggiunge - doveva essere inaccettabile la Finanziaria di questo governo che non propone alcuna crescita né dal punto di vista economico, né da quello occupazionale. A Pomigliano, così come altrove, si farà in modo di mettere in concorrenza gli stessi lavoratori, quasi come se la globalizzazione dovesse puntare ai modelli cinesi. Questa crisi ci riporta indietro fino all'Ottocento. E' questa la modernità che ci viene prospettata". Entrando nel merito dell'accordo, Vendola attacca:?"Lo sciopero è un diritto indisponibile dei singoli lavoratori, non appartiene ai sindacati, in quanto se anche un solo singolo lavoratore volesse scioperare o protestare in difesa dei propri diritti può farlo. Invece - afferma -con l'accordo per Pomigliano mi sembra di essere in una modernità che puzza di feudalesimo". Poi il governatore della Puglia passa a randellare il Pd, e in particolare Enrico Letta, che nei giorni scorsi, proprio su Pomigliano, aveva criticato l'atteggiamento della Fiom. "Tra i due Letta - afferma Vendola - quello più di sinistra mi sembra Gianni, e le dichiarazioni di Enrico, invece, sono incommentabili. Gran parte dei commenti politici - ha aggiunto - sono da manuale di sconfitta.Forse sarò anche antico, ma un grande poeta diceva: 'parlateci, compagni, dei rapporti di produzione', ed io dico: ma di che possiamo parlare, se non di come stanno i cassintegrati in questo momento, di come stanno le loro famiglie, di come vivono questi giorni. Non guardare a queste cose - ha concluso - significa essere ciechi. E' una vera sconfitta culturale", conclude. |