Si allarga l'inchiesta della Procura di Roma sulla loggia segreta che avrebbe tentato di condizionare pezzi dello Stato, condizionando, tra l'altro, la scelta del candidato governatore. Al nome del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, si aggiungono, nella lista degli indagati, anche quelli del sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino (che commenta:?"Mi sembra la banda del torchio. Una vicenda surreale") e del senatore del Pdl, Marcello Dell'Utri.
Enzo Senatore
Nell'inchiesta che ha scoperto un accordo per condizionare la scelta del candidato governatore di Pdl e centrodestra alle ultime regionali e smascherato un patto scellerato per screditare la figura di Stefano Caldoro, l'attuale presidente della giunta di Palazzo Santa Lucia, finisce anche il sottosegretario al ministero dell'Economia e coordinatore del Popolo della Libertà in Campania, Nicola Cosentino. E' indagato insieme a Marcello Dell'Utri, parlamentare e notabile del Pdl, per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi che vieta la costituzione di società segrete. Estrapolato dal linguaggio giudiziario l'atto predisposto dal pubblico ministero del Tribunale di Roma, Giovanni De Donato, è un mezzo per sostenere che Nicola Cosentino fosse d'accordo con quanti hanno cercato prima di fare pressioni sui giudici della Corte Costituzionale per far accettare il suo ricorso contro la richiesta di arresto che ne impediva la candidatura a governatore della Campania e, successivamente, di screditare Caldoro per consentire un ripescaggio della sua candidatura.
LA VICENDA
Tutto comincia con un'indagine sugli intrecci tra affari e politica per la costruzione di impianti eolici in Sardegna, nella quale viene coinvolto il faccendiere Flavio Carboni. Le intercettazioni disposte dalla Procura della Repubblica di Roma però portano alla luce altre vicende e una sorta di gruppo segreto di cui fanno parte anche Pasquale Lombardi, giudice tributario ed ex sindaco del Comune di Cervinara nell'avellinese, e Arcangelo Martino, imprenditore napoletano in passato vicino alla politica. Secondo i giudici Carboni, Lombardi e Martino tramite l'associazione "Diritti e Libertà" alla quale gli ultimi due aderiscono e in collaborazione con il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini (che non risulta indagato) avrebbero costituito una sorta di loggia massonica. Di qui il nome di P3 che i magistrati utilizzano per identificare l'inchiesta. Dai colloqui telefonici si evince che il gruppo non tenta solo di trovare canali privilegiati per costruire impianti eolici in Sardegna ma anche di condizionare la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, proporre nomine di amici al Csm, imporre la candidatura di Cosentino come governatore della Campania, esercitare pressioni sui giudici della Cassazione per favorire lo stesso Cosentino, avviare un piano per screditare Caldoro dopo che l'ex ministro era già stato candidato dal Pdl alla presidenza della Regione Campania.
IL RUOLO DI SICA
Con l'ausilio di Ernesto Sica, successivamente diventato assessore all'Avvocatura della giunta regionale della Campania, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino predispongono un piano diffamatorio basato su scandali sessuali montati ad arte per costringere Stefano Caldoro a rinunciare alla candidatura e consentire così a Nicola Cosentino di rientrare in gioco. Lo scandalo viene evitato, il complotto scoperto ed Ernesto Sica costretto a rassegnare le dimissioni da assessore dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta.
LE REAZIONI
"Apprendo del mio coinvolgimento in questa inchiesta dalle agenzie di stampa" dice Nicola Cosentino nella serata di ieri. "Mi chiedo quando finirà l'uso politico dalla giustizia visto che le accuse contro di me sono surreali. Comunque -conclude riferendosi agli accusatori- anche stavolta le impronte digitali sono chiare". Ma Italia dei Valori non ci sta e attacca. "Nicola Cosentino - dice Antonio Di Pietro - deve dimettersi come ha fatto Brancher, il mio partito presenterà nelle prossime ore una mozione di sfiducia nei suoi confronti". Un atto che l'Udc "non avrebbe problemi a votare" rivela Pierferdinando Casini.