Bonus 600 euro INPS: i politici dovranno restituirlo

Bonus 600 euro INPS, molti politici titolari di partita IVA, che hanno ottenuto il bonus, hanno già ricevuto la richiesta di restituzione da parte dell'INPS.
Bonus 600 euro INPS
Bonus 600 euro INPS, molti politici titolari di partita IVA, che hanno ottenuto il bonus, hanno già ricevuto la richiesta di restituzione da parte dell'INPS.


I politici titolari di partita IVA dovranno restituire il Bonus 600 euro all'INPS se l'hanno percepito ingiustamente.

Molti politici italiani, titolari di partita IVA, si sono visti recapitare in questi giorni una raccomandata in cui era richiesta la restituzione del Bonus 600 Euro INPS.
L'istituto di previdenza sociale ha contestato un pagamento non dovuto dell'indennità dovuta per l'emergenza Covid-19.

Quello che meraviglia, e non poco, non è tanto il fatto che l'avviso sia arrivato un anno dopo la ricezione del bonus, ma la scarsità di informazioni fornite dall'INPS ai contribuenti colpevoli delle accuse avanzate dall'INPS.
In nessuna comunicazione di contestazione è stato mai specificato il motivo preciso per cui il beneficiario non avrebbe dovuto ottenere il beneficio.

A chi spettava il Bonus 600 euro INPS?

Il Bonus 600 euro INPS, ai sensi del Decreto Cura Italia, spetta ai professionisti titolari di partiva IVA, e ai lavoratori autonomi, che si sono trovati in difficoltà economica durante la crisi causata dall'emergenza Covid-19.

La platea dei beneficiari è stata allargata col tempo, per meglio fronteggiare il protrarsi dell'emergenza coronavirus, andando a coinvolgere sempre più categorie di lavoratori come possibili beneficiari. Tra questi:

  • partecipanti agli studi associati
  • società semplici con attività di lavoro autonomo
  • autonomi artigiani
  • commercianti
  • coltivatori diretti
  • mezzadri
  • coloni
  • agenti di commercio
  • lavoratori impiegati nel turismo
  • lavoratori impiegati nel settore agricolo
  • lavoratori impiegati nello spettacolo

La novità, emersa i seguito alla richiesta del Bonus 600 euro INPS da parte di politici o amministratori comunali titolari di partita IVA, è l'incompatibilità del bonus con il mandato politico.

Il Ministero del Lavoro ha chiarito che chiunque abbia un ruolo istituzionale, anche se titolare di Partita IVA, non rientra in alcun caso tra i possibili beneficiari del Bonus 600 euro.

Bonus 600 euro INPS: cosa sta succedendo?

La richiesta dell'INPS ha meravigliato non poco anche gli esperti in materia, oltre ai beneficiari che l'hanno ricevuta, vista l'ambiguità, e la scarsità, delle informazioni fornite.  

Queste le parole con cui Antonio Gigliotti, il fondatore del Centro Studi Fiscal Focus che ha portato il caso alla ribalta, ha chiarito le perplessità generate dalla richiesta:

"Dalla comunicazione non è possibile evincere quale sia la circostanza posta a base della contestazione della mancata spettanza dell’indennità. Le uniche informazioni fornite sono la natura dell’indennità contestata, il suo ammontare, l’importo da versare, le modalità di pagamento e come fare, eventualmente, ad ottenere chiarimenti"

Gigliotti, constata inoltre la difficoltà nel riuscire ad ottenere dei chiarimenti da parte dell'INPS:

"I chiarimenti sono impossibili: i Contact Center non danno spiegazioni e andare materialmente negli uffici non è possibile, quindi il contribuente è all'oscuro.
Tocca rilevare, ancora una volta, che i contribuenti non sono posti nelle condizioni di comprendere appieno l’indebito comportamento loro contestato, condizione essenziale per poter valutare la correttezza della pretesa avanzata dall’INPS"

Il testo della richiesta di restituzione che l'INPS ha inviato ai contribuenti a cui non spettava il Bonus è quello riportato qui di seguito:

A seguito di verifiche è emerso che lei ha ricevuto, per il periodo 01/03/2020-30/04/2020, un pagamento non dovuto sulla prestazione indennità per emergenza Covid-19 per un importo complessivo di 1.200 euro, per la seguente motivazione: è stata percepita l’indennità una tantum per emergenza Covid, di cui all’articolo 28 del decreto-legge 17 marzo 2020 nr. 18, non spettante"


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Manuel Marchetti

Co-fondatore di denaro.it e appassionato di musica, libri e anime. Vede il progetto come una possibilità di cimentarsi in qualcosa di diverso da quello fatto fino ad oggi per capire meglio il mondo e la società contemporanea.