Zona bianca e attività aperte: quali sono?

La proposta del ministro della Cultura Dario Franceschini ha sorpreso molti, ma la creazione di una zona bianca potrebbe portare una serie di vantaggi per l’economia da non sottovalutare.
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La proposta del ministro della Cultura Dario Franceschini ha sorpreso molti, ma la creazione di una zona bianca potrebbe portare una serie di vantaggi per l’economia da non sottovalutare. Vediamo quali sono le attività aperte all’interno di questa quarta fascia di rischio.

L’istituzione di una zona bianca, in base alla proposta fatta dal ministro della Cultura Franceschini, potrebbe portare tutti gli italiani a tirare un sospiro di sollievo e iniziare a intravedere un barlume di normalità in questo periodo così difficile.

La proposta vede premiare le regioni con indicatori migliori, permettendogli di riaprire alcune delle attività chiuse a causa della pandemia di Coronavirus. Tra queste attività, sono presenti i luoghi di culto, i musei, i teatri, le sale da concerto e i cinema. Attività, dove si registrano molti imprenditori in difficoltà e a cui il reddito di emergenza non è in grado di offrire un adeguato sostentamento ai propri bisogni.

Le regole della zona bianca

Anche se il titolo di zona bianca viene conferito solo alle regioni dove gli indicatori sono migliori, rimane invariato l’obbligo di seguire le regole base per il contenimento. Mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento sono obblighi che gli italiani dovranno seguire ancora per molto tempo.

La proposta, che è arrivata come un fulmine a ciel sereno sembra avere ottenuto il consenso di Conte e dei ministri. Sembra, ma al momento non è giunta ancora nessuna conferma, che tale proposta verrà tradotta in legge già al prossimo Dpcm.



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