Contratto part time: tutto sul lavoro a tempo parziale

Contratto part time: tutto quel che c’è da sapere sul lavoro a tempo parziale. Le tipologie di parti time, la disciplina, l'orario e la disciplina sull'orario.
Contratto part time
Contratto part time: tutto quel che c’è da sapere sul lavoro a tempo parziale. Le tipologie di parti time, la disciplina, l'orario e la disciplina sull'orario.


Il contratto part time è un rapporto di lavoro subordinato in cui il lavoratore è impiegato per un numero di ore ridotto rispetto a un contratto ordinario a tempo pieno.

Le forme più diffuse di contratto a tempo parziale prevedono lo svolgimento del lavoro per 20 ore o 30 ore settimanali, al posto delle 40 ore lavorative delle attività full time.



In questo articolo, trovi le risposte alle domande più frequenti sulle caratteristiche del contratto part time, l’orario di lavoro, la retribuzione e la pensione.

Contratto part time: caratteristiche generali

Il contratto part time o a tempo parziale è disciplinato dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n°81.

Escluse alcune disposizioni (articolo 6, commi 2 e 6, e nell’articolo 10), quanto stabilito dal decreto vale sia per l’attività lavorativa svolta presso un privato sia presso una pubblica amministrazione.

Secondo le norma, il contratto di lavoro part time viene stipulato in forma scritta e deve esplicitamente indicare:

  • la durata della prestazione di lavoro
  • l’orario di svolgimento dell’attività (ore, giorni della settimana e mesi)
  • eventuali clausole elastiche e di flessibilità

Sempre il Dlgs. n°81/2015 specifica che il lavoratore a tempo parziale deve godere dell'identico trattamento del lavoratore a tempo pieno, quindi gode anche dei medesimi diritti.

In base ai Contratti Nazionali Collettivi (CNC) nel contratto part time dev'essere definita:

  • la durata del periodo di prova
  • il periodo di preavviso per licenziamento e dimissioni
  • il periodo di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia o infortunio

Queste sono le caratteristiche generali del lavoro a tempo parziale.

Entrando più nel dettaglio del lavoro part time esistono tre tipologie di contratto part time: verticale, orizzontale, misto

Contratto part time verticale

Il contratto part time verticale distribuisce la quota delle ore di lavoro solo su alcuni giorni della settimana o su alcune settimane dell’anno, un part time verticale, per esempio, può prevedere 8 ore di lavoro per 3 giorni a settimana.

Nel caso in cui la distribuzione delle ore avvenga solo in determinati giorni l’ammontare delle ore può anche essere pari a quelle di un contratto di lavoro full time.

Per quanto riguarda il lavoro svolto e concentrato in determinati periodi dell’anno, allora possiamo anche parlare di part time ciclico.

Contratto part time orizzontale

Il contratto part time orizzontale distribuisce un numero ridotto di ore di lavoro su più giorni settimanali.

Ad esempio, si può avere un lavoro parti time che prevede un orario di lavoro dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì.

Contratto part time misto

Quando si ha una combinazione di contratto part time orizzontale e verticale si parla di contratto part time misto.

Ore settimanali di lavoro

Secondo la legge, un lavoratore può lavorare al massimo 40 ore settimanali. Tale soglia oraria può subire variazioni in calo rispetto a quanto stabilito nei CCNL.

In un contratto part time è previsto un minimo di 16 ore settimanali, anche se i contratti part time più diffusi prevedono 20 o 30 ore settimanali di lavoro a.

In linea di principio, si considera lavoro a tempo parziale l’attività lavorativa ridotta anche di una sola ora rispetto al tetto massimo consentito.

Clausole del contratto part time

Il contratto part time è stato istituito per andare incontro alle esigenze di flessibilità tanto dei lavoratori quanto delle realtà aziendali.

Se le necessità lo richiedono, però, il datore di lavoro può variare la durata e l’organizzazione giornaliera, settimanale e mensile della prestazione lavorativa.

Le clausole elastiche e le clausole flessibili del contratto part time servono proprio a pattuire queste variazioni orarie.

Le clausole possono essere comprese nel contratto a tempo parziale fin dall’atto della sua prima stipula, ma possono essere integrate successivamente e fatte pervenire al lavoratore in forma scritta.

Le clausole del contratto part time possono definire:

  • come può variare l’orario di lavoro, rispetto ai giorni e alle ore
  • come sono distribuite e quante sono le eventuali ore di lavoro supplementare
  • come sono distribuite e quante sono le eventuali ore di lavoro straordinario

Poniamo il caso che, per contratto, lavori dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. La clausola potrebbe spostare le ore di lavoro dalla 13 alle 16, su richiesta del datore di lavoro.

Parti Time: lavoro supplementare e lavoro straordinario

Quando si parla di lavoro supplementare e di lavoro straordinario, allora bisogna considerare una variazione sul carico di lavoro settimanale.

Il lavoratore ha la facoltà di accettare la variazione dell’orario. Un eventuale rifiuto non costituisce un motivo di licenziamento valido.

Sia per quanto riguarda il lavoro supplementare sia per il lavoro straordinario:

  • il datore di lavoro deve concedere al lavoratore almeno 2 giorni di preavviso, prima dell’entrata in vigore della variazione dell’orario di lavoro
  • ha diritto a una retribuzione maggiorata del 15% rispetto alla retribuzione di fatto

Ore supplementari e ore straordinarie hanno comunque un significato ben diverso.

Lavoro supplementare

Si parla di lavoro supplementare quando il numero di ore di lavoro non supera le 40 ore settimanali di un’attività a tempo pieno.

Questo quando il contratto part time è regolamentato dai CCNL, in caso contrario, il numero di ore di lavoro supplementare non può superare il 25% delle ore già stabilite per contratto.

Ad esempio, se lavori 20 ore a settimana, non puoi andare oltre il loro 25%, cioè puoi sostenere al massimo 5 ore supplementari.

Lavoro straordinario

Si può parlare di lavoro straordinario se si va oltre il tetto delle 40 ore settimanali di un regolare full time.

In questa evenienza, la soglia massima di ore di straordinario deve rientrare nel 25% delle ore annuali stabilite secondo il contratto part time.

Contratto part time retribuzione

Per la legge il lavoratore part time gode dello stesso trattamento del lavoratore a tempo pieno, quindi il lavoro a tempo parziale viene retribuito con la medesima paga oraria base del tempo pieno, a parità di livello di inquadramento.

Ovviamente lo stipendio mensile del contratto part time va calcolato in proporzione all’ammontare effettivo delle ore di lavoro effettuate.

Per fare un semplice esempio, se la paga mensile per un full time di 40 ore settimanali è di 1600€, per un part time di 20 ore settimanali è pari a 800€.

Contratto part time e pensione

Se stai per firmare un contratto part time oppure stai prendendo in considerazione l’opportunità di ridurre il tuo lavoro a tempo pieno, è bene che tu sappia come calcolare la tua pensione.

Per quel che riguarda l’età pensionabile e i contributi, il discorso si fa un po’ complesso.

Il contratto part time non allunga l’età pensionabile in sé per sé, anche se ci sono delle differenze tra lavoro privato e lavoro pubblico.

Nel lavoro privato i giorni di lavoro part time vengono valutati come le giornate svolte a tempo pieno, ma solo se sei rientrato nel minimale INPS settimanale, pari a 206,23€ per l’anno 2021.

Nel lavoro pubblico gli anni di servizio si considerano sempre per intero, anche lavorando a tempo ridotto senza alcuna condizione.

Pensione di vecchiaia

Per l’accesso alla pensione di vecchiaia, le cose funzionano diversamente per chi ha un contratto firmato da prima del 1995 e per chi lo ha stipulato dopo tale data.

Se si ha un contratto di part time orizzontale stipulato dopo il 1995, si deve verificare una condizione: l’assegno previdenziale deve essere pari a 1,5 volte il valore dell’assegno sociale. Quest’ultimo è pari a 650€ mensili.

Al compimento dei 70 anni puoi smettere di lavorare in ogni caso e andare in pensione a prescindere dall’ammontare dell’assegno.

Per un contratto di part time verticale l’INPS ha introdotto una importante novità con la circolare n. 74/2021.

Nel calcolo dei requisiti di anzianità vengono considerate per intero anche le giornate e le settimane non lavorate di chi lavora in part time verticale oppure ciclico.

Contribuzione dei contratti part time

La contribuzione dei contratti part time avviene in entità minore, rispetto a un lavoro a tempo pieno, dato che la retribuzione mensile del part time è inferiore rispetto alla retribuzione di un’attività a tempo pieno.

Per tutti i lavoratori che hanno stipulato un contratto di lavoro dopo il 1995, il calcolo pensionistico si basa sul sistema contributivo puro.

Per il calcolo della quota contributiva, devi considerare che il montante contributivo del part time è pari al 33% della retribuzione. Tale valore va poi moltiplicato per il coefficiente di trasformazione.

Se hai stipulato un contratto part time prima del 1995, la quota retributiva della pensione si definisce considerando il valore della retribuzione teoricamente prevista per un full time ordinario.

Assegni familiari e contratto part time

Anche i dipendenti che hanno un contratto part time hanno diritto agli assegni familiari.

Secondo l'INPS l’assegno spetta:

  • per la misura settimanale intera se hai lavorato per 24 ore nella settimana, anche cumulate in diversi rapporti di lavoro
  • giornaliero per quante giornate effettive di lavoro hai svolto, se le ore lavorate sono state meno di 24

In totale, non si possono percepire più di 6 assegni familiari a settimana e più di 26 assegni al mese.

Trasformazione del contratto part time

Nel corso del rapporto lavorativo, il contratto può subire delle trasformazioni e mutare da tempo pieno a tempo parziale o viceversa. Ciò può avvenire solo attraverso un accordo scritto, comunicato entro 5 giorni dall’entrata in vigore al Centro per l’Impiego, attraverso il modello UniLAV.

L’accordo deve essere accettato dal lavoratore e, anche in questo caso, il rifiuto non può in alcun modo rappresentare un valido motivo per il licenziamento.

Trasformazione contratto di lavoro da full time a part time

Possono esistere diverse motivazioni che spingono un lavoratore a chiedere al proprio datore di lavoro la trasformazione da lavoro full time a lavoro a tempo parziale.

Ecco quando il passaggio al part time spetta di diritto al lavoratore quando:

  • è affetto da malattie oncologiche
  • è affetto da una malattia cronico-degenerativa,
  • ha subito gli effetti invalidanti di una terapia salvavita

Il lavoratore può fare una richiesta di trasformazione del contratto e ottenere una priorità quando:

  • il coniuge, i figli o i genitori soffrono di malattie oncologiche o cronico-degenerative;
  • se assiste un convivente che necessita di assistenza costante o è del tutto o parzialmente inabile;
  • ha un figlio convivente di età inferiore ai 13 anni;
  • ha un figlio convivente portatore di handicap.

Il lavoratore può richiedere una volta solamente  la riduzione da tempo pieno a tempo parziale in luogo del congedo parentale. In tal caso, l’ammontare delle ore lavorative può essere ridotto fino al 50% e non oltre.

Se il datore di lavoro avesse necessità di assumere risorse a tempo parziale, sarebbe tenuto a comunicarlo ai dipendenti, inclusi coloro che lavorano a tempo pieno.

Ciò ti permetterà di fare richiesta di trasformazione al part time e di vedere esaminata la tua eventuale priorità.

Trasformazione contratto da part time a full time

Può anche avvenire che venga fatta richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a un rapporto a tempo pieno.

La richiesta del datore di lavoro deve giungere in forma scritta e, naturalmente, non sei obbligato ad accettarla.

Tieni presente che coloro i quali hanno già fatto il passaggio dal tempo pieno al tempo parziale hanno la priorità nel ritornare al full time, soprattutto se le esigenze dell’azienda dovessero richiedere l’assunzione di nuove risorse.