Immobilizzazioni materiali


Nel linguaggio economico – e più nello specifico in relazione al settore dell’economia aziendale – parlare di “immobilizzazioni” significa fare riferimento a tutto il complesso di beni che una data azienda utilizza in almeno un anno di attività lavorativa o, comunque, nel lungo termine.

Pertanto, nel concetto di “immobilizzazioni” rientrano - a pieno titolo ed in forma uguale - gli strumenti tecnologici, i macchinari, così come anche, per esempio, i software utilizzati o sviluppati dall’azienda stessa.

Naturalmente si tratta di beni, la cui utilità ed il cui utilizzo non termina certo dopo 365 giorni ma, il più delle volte, tali strumenti trovano posto in azienda per periodi di tempo anche molto lunghi. A disciplinarne la casistica, è l’articolo 2424-bis (che oltre a definire il contenuto dello Stato Patrimoniale) indica le immobilizzazioni come “elementi patrimoniali il cui utilizzo è durevole e pluriennale”.

Non è un caso che si parli di immobilizzazioni indicando tutti quegli strumenti che, per l’appunto, non possono essere smobilizzati prima che sia trascorso almeno un anno dal loro primo impiego in azienda.

Immobilizzazioni: quante tipologie esistono?

Le immobilizzazioni possono essere di tre tipi differenti e, come tali, saranno caratterizzate da elementi distintivi diversi e compariranno in bilancio così suddivise:

  1. Immobilizzazioni materiali (o tecniche)
  2. Immobilizzazioni immateriali
  3. Immobilizzazioni finanziarie

È bene soffermarsi su ognuna di queste tipologie per capire, in modo esaustivo, di cosa si tratta e quali sono effettivamente le differenze tra le varie immobilizzazioni.

1. Cosa sono le Immobilizzazioni materiali o tecniche?

Si tratta di beni materiali molto comuni e diffusi nelle aziende. In altre parole vengono indicati con il termine “immobilizzazioni materiali” tutti quei beni considerati durevoli nel tempo, oltre che tangibili.

Quindi, nello specifico, in tutte quelle che sono considerate immobilizzazioni materiali rientrano anche i vari impianti e macchinari, gli attrezzi destinati all’uso industriale e commerciale, terreni e fabbricati ed anche le immobilizzazioni in corso, eventuali acconti ed altri beni.

Data la loro caratteristica di beni indispensabili allo svolgimento dell’attività dell’impresa che si occupa di “produrre”, quelle materiali vengono anche conosciute come “immobilizzazioni tecniche” proprio per questo motivo.

2. Immobilizzazioni immateriali: di cosa si tratta?

Cosi come le immobilizzazioni materiali, anche quelle considerate immateriali hanno tra le caratteristiche principali il loro uso durevole ma, a differenza delle prime, vengono identificate come beni non tangibili.

In questa categoria, quindi, rientrano i vari costi, come quelli di avviamento, di sviluppo, di impianto e di ampliamento, così come anche le concessioni, i marchi, le varie licenze, oltre ancora ai diritti di brevetto industriali e di utilizzazione delle opere dell’ingegno.

3. Immobilizzazioni finanziarie: ecco cosa sono

In questa tipologia di immobilizzazioni vengono inclusi vari strumenti finanziari, compresi titoli e crediti che, ovviamente, vanno a costituire parte del patrimonio aziendale. Quindi, qualora i vertici aziendali acquistassero titoli o quote di altre entità societarie che siano durevoli oltre che pluriennali, gli stessi andrebbero a costituire parte delle immobilizzazioni finanziarie.

Ma perché un’azienda, generalmente, acquista questa tipologia di immobilizzazioni?

In linea di massima, tale acquisto è motivato o dall’esigenza di acquisizione di quote o vari crediti di un’altra azienda oppure dal tentativo di dare vita ad un investimento di tipo speculativo.

Le immobilizzazioni nel bilancio

Naturalmente, come abbiamo già fatto presente, le immobilizzazioni quindi – proprio Perché pluriennali - figureranno sempre nel bilancio e, quindi, all’attivo, nello stato Patrimoniale ed alla lettera “c”. Qualsiasi sia la tipologia di immobilizzazioni, dovrà comuqnue essere riportata al valore al netto degli ammortamenti e delle svalutazioni.

E, pertanto, verrà indicato in bilancio l’importo paritario non già al valore di acquisto dell’immobilizzazione stessa, ma al suo valore in riferimento al momento preciso in cui il documento viene realizzato. Le motivazioni di tale specifica risiedono proprio nel fatto che le immobilizzazioni sono soggette sia ad ammortamento (quindi ad una progressiva riduzione del valore di un determinato bene, il costo del quale viene ammortizzato negli anni del suo utilizzo) così come a possibili svalutazioni che implicano una ovvia perdita di valore.

Immobilizzazioni in corso ed acconti

Nella voce “immobilizzazioni in corso ed acconti”, invece, rientrano sia tutti gli acconti corrisposti ai fornitori nel caso in cui l’azienda proceda all’acquisto di immobilizzazioni immateriali (come ad esempio di progetti ancora da ultimare) sia i beni immateriali in via di realizzazione, come ad esempio prodotti a cui si dà vita all’interno dell’azienda ma dei quali ancora non è terminata la produzione.