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Massimizzazione del profitto

Qualsiasi azienda tende a pianificare una linea d'azione che renda massima la differenza tra ricavi e costi totali in un determinato periodo. In questo consiste la massimizzazione del profitto, obiettivo fondamentale per ogni impresa.

Massimizzare il profitto significa rendere l'utile il più elevato possibile. Si tende, dunque, ad eliminare i costi e gli sprechi per ottenere i più alti ricavi possibili.
In altre parole, il profitto raggiunge il suo massimo valore quando è massima la differenza tra ricavi e costi.

In questa guida, descriviamo alcuni meccanismi attraverso cui le imprese puntano a rendere massimo il profitto, passando dal mercato di concorrenza perfetta (ideale) al monopolio fino al sistema di mercato più reale, ovvero l'oligopolio.

Massimizzazione del profitto in un mercato ideale di concorrenza perfetta

Iniziamo 'immaginando' un mercato di concorrenza perfetta ideale, che di fatto non esiste. Seppure venga ritenuto il meno probabile, si dovrebbe tendere a questo modello perfettamente concorrenziale. In termini di benessere sociale, di soddisfazione per imprese e consumatori, risulta essere il migliore.

In un mercato del genere, nessuno dei produttori può influire sul prezzo di mercato, le imprese sono price-taker. Al contrario, è il mercato che fissa il prezzo. L'incontro tra domanda ed offerta stabilisce i prezzi che rappresentano una variabile su cui agire per massimizzare il profitto.

Ipotizzando un mercato perfettamente concorrenziale, all'impresa conviene produrre almeno finché il prezzo di mercato non riesce ad eguagliare il ricavo marginale. La massimizzazione del profitto in concorrenza perfetta si ha nel punto in cui il costo marginale (CM) eguaglia il ricavo marginale (RM).

L'azienda può massimizzare il profitto agendo soltanto sulla quantità di produzione.
Massimizzare i profitti per una certa quantità di prodotti implica sempre una minimizzazione dei costi. Non sempre minimizzare i costi serve a massimizzare il profitto.

Massimo profitto in un mercato di monopolio

La situazione all'estremo opposto del mercato di concorrenza perfetta è il mercato di monopolio che non prevede alcuna concorrenza. Sul mercato di monopolio, per un determinato settore, esiste un'unica impresa attiva per ragioni economiche o normative. Tale unica impresa attiva può decidere quantità e prezzi.

Per raggiungere il massimo profitto, produrrà la quantità necessaria per consentire al ricavo marginale (RM) di eguagliare il costo marginale (CM). La quantità ottimale da produrre farà incontrare RM e CM.

Di regola, in un mercato di monopolio si produce meno a fronte di prezzi più alti rispetto a quelli fissati in un mercato concorrenziale perfetto. Il classico caso di monopolio è di tipo naturale: riguarda la produzione di beni e servizi che richiede un investimento iniziale notevole.

Con il monopolio, il produttore unico matura un profitto aggiuntivo a fronte di una perdita di benessere per i consumatori a causa dei prezzi più elevati. Si verifica, come si usa dire, una 'perdita secca' di benessere sociale.

Per tale motivo, i governi in genere tendono ad ostacolare tentativi di monopolizzazione del mercato o la nascita di monopoli.

Massimizzazione del profitto nel mercato più reale: l'oligopolio

Eccoci arrivati al modello di mercato più reale e frequente, l'oligopolio, caratterizzato da pochi produttori rispetto ad un ampio bacino di consumatori. Tali produttori possono influenzare i prezzi per ottenere il massimo profitto.

Con l'oligopolio il prezzo è una variabile. Questo tipo di mercato è a mezza via tra monopolio e concorrenza perfetta. Si ottiene il massimo profitto fissando un prezzo superiore a quello stabilito in un mercato di concorrenza perfetta ed inferiore a quello di monopolio.

Le poche imprese devono fare i conti con una certa concorrenza; di conseguenza, non possono alzare i prezzi più di tanto. Il più delle volte, c'è un'impresa leader che fissa inizialmente i prezzi per una serie di vantaggi come, ad esempio, essere arrivata per prima sul mercato. In seguito, le aziende cosiddette 'follower' tenderanno ad adeguarsi alla politica di quantità e prezzi delineata dall'azienda leader sul mercato.

La regola della massimizzazione del profitto vale in tutti i tipi di mercato

Il mercato di concorrenza perfetta, ad oggi, è considerato un'utopia.
Il mercato di monopolio vale per determinati settori e, comunque, i governi tendono ad impedire la nascita di monopoli.

L'oligopolio è il modello di mercato più frequente e comune.

Tuttavia, la regola della massimizzazione del profitto vale in tutti i regimi di mercato.
La regola in economia politica resta la stessa: produrre la quantità di beni o servizi che consentano all'impresa di eguagliare i costi marginali ai ricavi marginali. Solo in questo modo, le aziende riusciranno a massimizzare il loro profitto.

Gli imprenditori non hanno il potere di modificare il prezzo di mercato. Possono soltanto variare la loro offerta, offrire la quantità di prodotti che, in base a costi e prezzi, può rendere maggiore il profitto. La produttività si può migliorare grazie ad un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili (risparmio).

L'impresa resta in equilibrio quando massimizza il profitto complessivo espandendo la produzione finché il costo marginale non eguagli il ricavo marginale (che è uguale al prezzo).



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