Naspi, requisiti, proroga, a chi spetta, e come funziona

La Naspi è un’indennità mensile di disoccupazione a tutela dei lavoratori che hanno perduto involontariamente la propria occupazione.
Naspi, requisiti, proroga, a chi spetta, e come funziona
La Naspi è un’indennità mensile di disoccupazione a tutela dei lavoratori che hanno perduto involontariamente la propria occupazione.



La Naspi (che significa Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego) è un’indennità mensile di disoccupazione a tutela dei lavoratori che hanno perduto involontariamente la propria occupazione.
In vigore dal 1° maggio 2015, è l’ammortizzatore sociale che va a sostituire le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI.
É stata istituita dal decreto legislativo numero 22/2015, attuativo della legge Delega 183/2014 (c.d. Jobs Act).

Naspi

  • Con lo scorso Decreto Agosto, con cui sono state varate delle iniziative a supporto dell'emergenza, il governo aveva predisposto un prolungamento della disoccupazione NASpI, per ulteriori due mesi, per molti dei lavoratori che già lo percepivano.
  • Questo prolungamento è avvenuto in automatico per i lavoratori a cui spettava.

Naspi, i requisiti per percepirla

Hanno diritto di accedere alla Naspi i lavoratori che hanno perduto involontariamente la propria occupazione, e che siano in grado di soddisfare questi requisiti:

  • essere in stato di disoccupazione involontario;
  • essere in grado di far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione;
  • essere in grado di far valere trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.

I destinatari di questa prestazione sono:

  • apprendisti;
  • lavoratori dipendenti;
  • soci di cooperativa con un rapporto di lavoro subordinato;
  • personale artistico con un rapporto di lavoro subordinato;
  • lavoratori che si sono dimessi per giusta causa;
  • lavoratori licenziati per motivi disciplinari;
  • lavoratori che hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione.

La Naspi non si applica invece a:

  • lavoratori privati dipendenti;
  • lavoratori dipendenti;
  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato;
  • operai agricoli a tempo indeterminato;
  • collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.).

Durata della naspi

La Naspi non ha una durata prefissata, ma viene corrisposta, ogni mese, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.
Nel conteggio non vengono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

Può quindi avere una durata massima pari a 24 mesi, se, per esempio, un lavoratore è stato in grado di avere una retribuzione annua percepita equivalente alla soglia di reddito per la categoria a cui appartiene per tutti gli ultimi quattro anni.

Naspi, quanto spetta?

L’importo di Naspi che spetta a un lavoratore viene calcolato basandosi su un importo stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT (per il 2020 è pari a 1.227,55 euro).
L’importo di questa indennità non può superare un limite massimo, anche questo valutato annualmente.
Per il 2020 tale soglia era di 1.335,40 euro.
La Naspi si riduce del 3% a partire dal quarto mese in cui si riceve il pagamento.

  • chi ha un reddito medio pari o inferiore all’importo stabilito spetta il 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni
  • chi ha un reddito medio superiore all’importo stabilito spetta il 75% dell'importo stabilito sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile e il suddetto importo

Le date di pagamento della Naspi

Come abbiamo detto questa indennità di disoccupazione viene pagata mensilmente, ma quando paga la Naspi di preciso? Non c’è una data esatta, ma di solito il pagamento viene accreditato tra il 10 e il 15 del mese. Anche se il pagamento della Naspi a dicembre, negli ultimi anni, è quasi sempre avvenuto nella prima settimana del mese.
La data può anche dipendere da quando è stata presentata la domanda di disoccupazione all’INPS.

Decorrenza della Naspi

La Naspi decorre a partire dall’ottavo giorno successivo al licenziamento o al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, se la domanda è stata presentata entro l'ottavo giorno.
Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se è stata presentata dopo l'ottavo giorno ma entro il termine di decadenza.

Per un licenziamento per giusta causa dal trentottesimo giorno, se la domanda è presentata entro detto trentottesimo giorno.
Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se è stata presentata dopo il trentottesimo giorno ma entro il termine di decadenza.
Il termine di decadenza per la richiesta dell'indennità è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Come fare la richiesta Naspi

È possibile richiedere questa indennità di disoccupazione solo per via telematica, collegandosi al sito INPS per la Naspi (NASpI: indennità mensile di disoccupazione)

Per maggiori informazioni, anche inerenti ai documenti necessari per come fare la domanda, è possibile rivolgersi ai seguenti numeri di telefono:

Naspi Numero Verde: 803 164 (solo telefono fisso)
Numero di telefono Naspi: 06 164 164 (rete mobile a pagamento)

Come alternativa è sempre possibile rivolgersi ai patronati.

Sospensione della Naspi

Un lavoratore può decidere di sospendere la Naspi principalmente per due motivi:

  • quando si è ottenuto una nuova occupazione, con un contratto di lavoro subordinato non superiore a sei mesi
  • quando si avvia un’attività autonoma o parasubordinata non superiore a sei mesi, e con un reddito non superiore a 8.000 euro

Se si percepisce un reddito superiore agli 8.000 euro, o il contratto ha una durata superiore ai 6 mesi, la Naspi decade da diritto.

Per sospendere la Naspi è necessario effettuare una comunicazione per via telematica sul sito web dell'Inps.
È importante salvare la ricevuta di avvenuta presentazione della sospensione.

Ripresa della Naspi dopo la sospensione

La Naspi si riattiva automaticamente una volta terminato il periodo di sospensione.
Nel caso in cui la cosa non accadesse è consigliabile controllare il sito dell’INPS, o contattare il call center, per comunicare eventuali le informazioni aggiuntive richieste.

Prolungamento della Naspi

Oltre ad essere sospesa, in alcuni casi, la Naspi può essere prolungata:

  • maternità durante il rapporto di lavoro successivamente cessato, il termine NASPI decorre dalla data di interruzione del periodo di maternità
  • indennità di mancato preavviso, con decorrenza dalla fine del periodo corrispondente all’indennità ragguagliato a giornate
  • licenziamento per giusta causa, con decorrenza dal trentesimo giorno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro

Quante volte si può richiedere la Naspi?

Non c’è un limite di volte in cui si può richiedere la Naspi, se si è in grado di soddisfare i requisiti per percepirla.
Questo dipende dal fatto che la sua assegnazione dipende totalmente dal diritto maturato dal lavoratore stesso.

Naspi e Reddito di Cittadinanza

Naspi e Reddito di Cittadinanza sono cumulabili tra loro.
In questo caso l’indennità di disoccupazione viene vista come una fonte di reddito, andrà quindi ad aumentare l’ISEE, e porterà una riduzione dell’importo della Reddito di Cittadinanza.

Trascorsi 30 giorni dall’invio della domanda Naspi si può richiedere il Reddito di Cittadinanza con il modulo RdC/PdC COM - Ridotto.
Chi percepisce il Reddito di Cittadinanza, e vuole fare richiesta per la Naspi, deve utilizzare il modulo RdC/PdC COM - Esteso.

Naspi e Reddito di Emergenza

Chi percepisce il Reddito di Emergenza ha diritto al Naspi, ma solo se questa non supera l’importo che spetta per il Reddito di Emergenza.