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Posizione finanziaria netta

In fase di analisi di bilancio, un indicatore utile per comprendere lo stato di un'impresa è la posizione finanziaria netta (PFN). Rivela le condizioni economiche dell'azienda con particolare riferimento alla liquidità. E' il saldo tra fonti ed investimenti finanziari che serve a individuare il grado di attività in un determinato momento.

In altre parole, la PFN è l'insieme di disponibilità liquide e crediti finanziari (a breve, medio e lungo termine) al netto delle passività finanziarie (a breve, medio e lungo termine).
Se il risultato di questo calcolo è positivo significa che i crediti finanziari e le disponibilità liquide sono maggiori delle passività: vuol dire che l'azienda ha 'cash' e, in questo caso, viene indicata come 'cassa netta'. Si avrà un saldo finanziario positivo. Al contrario, risulterà un indebitamento finanziario netto.

I debiti finanziari non includono debiti di altra natura (fiscali, commerciali, verso fornitori di beni e servizi). L'esposizione finanziaria si ha nei confronti di banche, obbligazionisti, società finanziarie, società di leasing o factoring.

Posizione finanziaria netta a breve termine ed a medio/lungo termine (ordinaria)

La posizione finanziaria netta fornisce il livello di copertura delle scadenze finanziarie con i crediti finanziari e la liquidità dell'azienda.

E' consigliabile confrontare i dati dell'indicatore annualmente, in base ai risultati di fine esercizio piuttosto che calcolare la PFN trimestralmente. Questo perché si possono riscontrare drastici cali o balzi di saldi attivi o negativi a causa di fattori stagionali.
Distinguere tra PFN a breve termine ed a medio/lungo termine (ordinaria) è una questione delicata e necessaria.

La posizione finanziaria netta a breve è il risultato dei crediti finanziari al netto dei debiti correnti ovvero crediti a breve + disponibilità liquide – debito a breve.
La PFN a medio/lungo termine è data da crediti a medio-lungo termine + disponibilità liquide – debiti a lungo termine.
Tale distinzione non interessa tutte le aziende ma soltanto quelle che richiedono una gestione della liquidità aziendale più efficiente.

Chi analizza lo stato di una società senza considerare le scadenze temporali vuole avere un'idea complessiva della liquidità aziendale. Attenzione, però: ignorare l'aspetto temporale della PFN può significare non avere alcun preavviso riguardo ad eventuali crisi di liquidità che l'azienda può rischiare in un determinato periodo. Una posizione finanziaria positiva nel complesso non ne esclude una negativa a breve termine.

Una corretta gestione finanziaria dovrebbe prevedere un'eventuale criticità, tensioni che un'azienda potrebbe registrare nel breve/medio termine. Un'azienda può registrare debiti a breve (entro i 12 mesi) che superano crediti/disponibilità liquide. Un'eventualità che può creare tensioni finanziarie (crisi di liquidità).

Disponibilità liquide immediate e differite

Ad un'azienda potrebbe convenire investire le disponibilità liquide affinché siano redditizie.
Spesso, le grandi società acquistano titoli di Stato che al rischio praticamente nullo uniscono un elevato grado di liquidità.

Bisogna, però, valutare le scadenze. A seconda che queste siano a breve o a medio/lungo termine, potrebbe essere conveniente trasformare in liquidità i titoli oppure no.

PFN in rapporto al fatturato annuo

Affermare che un'azienda abbia una posizione netta positiva di un milione di euro potrebbe significare tutto e niente se questa ha un fatturato annuo di miliardi.
Sarebbe sufficiente una variazione negativa anche minima delle vendite per compromettere la liquidità o trasformare il saldo da attivo a passivo.

Torniamo al discorso che facevamo prima: per valutare la robustezza della PFN, bisogna rapportarla al fatturato annuo per comprendere meglio il livello di solidità finanziaria.

Pensiamoci bene: un conto è affermare che una società abbia una PFN di un milione di euro a fronte di 1,1 milioni di crediti/disponibilità liquide e di 100.000 euro di debiti (rapporto 11:1 tra attivo e passivo). Un altro conto è che la posizione finanziaria netta risulti da 100 milioni di attività e 99 milioni di passività (rapporto 1:1).

Concentrazione dei crediti finanziari

E' estremamente importante valutare il grado di concentrazione dei crediti finanziari verso uno o più soggetti. E' un fattore da non sottovalutare affatto.
Se, in genere, le esposizioni creditizie comportano rischi, erogare crediti a pochi soggetti è una situazione ancora più aleatoria.
Se uno dei debitori risultasse insolvente, incapace di rispettare le scadenze, causerebbe all'azienda tensioni finanziarie.

Calcolo della posizione finanziaria netta

Per il calcolo della PFN, è necessario riclassificare lo Stato patrimoniale dell'azienda distinguendo in attivo e passivo le voci di natura prettamente finanziaria.
Un'ulteriore distinzione andrà fatta tra scadenze a breve (12 mesi) e medio/lungo termine (oltre i 12 mesi).

Tra le passività, troveremo voci come debiti verso banche o verso i soci e tutti quei debiti che hanno natura di finanziamento. Tra le attività, troveremo i crediti di natura finanziaria.

Ecco la formula per calcolare la posizione finanziaria netta:

Disponibilità liquide +
Crediti finanziari a breve termine -
Debiti finanziari a breve =
PFN di breve termine +
Crediti finanziari a medio/lungo termine -
Debiti finanziari a medio/lungo termine = Posizione finanziaria netta

Il segno algebrico finale della PFN può essere:

  • positivo: indica un'eccedenza delle disponibilità liquide e finanziarie rispetto all’indebitamento;
  • negativo: indica disponibilità liquide e finanziarie insufficienti a coprire l’indebitamento finanziario.

Conclusioni: cosa esprime l'indicatore PFN

La posizione finanziaria netta determina:

  • il livello complessivo di indebitamento a breve, medio e lungo termine;
  • la capacità di restituire il debito (se rapportato al fatturato o all'EBITDA);
  • la solidità del patrimonio aziendale (se il debito viene rapportato al Patrimonio netto).


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