Attività immobilizzate


Nello Stato Patrimoniale di un’azienda troviamo la voce immobilizzazioni o attività immobilizzate. Cosa sono? In che cosa consistono e come si differenziano?

Dal punto di vista finanziario le attività immobilizzate rappresentano gli investimenti a medio - lungo termine.

Le immobilizzazioni sono beni destinati a rimanere nell’asset aziendale per lunghi periodi di tempo.

Gli investimenti in immobilizzazioni sono destinati a tornare in forma liquida in tempi lunghi. Il disinvestimento di tali somme non può avvenire in modo rapido e conveniente.

Attività immobilizzate: definizione

Le immobilizzazioni o le attività immobilizzate sono beni che all’interno dell’azienda non esauriscono la loro utilità in un solo esercizio, ma manifestano benefici economici in un arco temporale di più esercizi.

Per questo le immobilizzazioni sono anche conosciute come attività immobilizzate o fattori produttivi a fecondità ripetuta.

Attività immobilizzate: la classificazione

Le attività immobilizzate o immobilizzazioni sono distinte in:

Immobilizzazioni immateriali

Le attività immobilizzate immateriali o immobilizzazioni immateriali comprendono tutti quei beni immateriali (come diritti d’autore, diritti di brevetto, diritti di concessione) e quei costi pluriennali (quali spese di pubblicità, spese di ricerca e sviluppo e spese di impianto,) destinati ad apportare utilità all’impresa nel medio-lungo periodo.

In altre parole, sono un particolare tipo di immobilizzazioni, costituite da beni non tangibili che hanno un'utilità pluriennale (definizione contenuta nel primo comma dell'articolo 2424 - bis del codice civile).

Le immobilizzazioni immateriali devono essere ammortizzate annualmente ed il loro costo deve essere iscritto nel Conto Economico alla voce B.10.a.

La svalutazione delle immobilizzazioni (articolo 2426 c.c., comma 1, numero 3) deve essere indicato nella voce B.10.c del Conto Economico.

Tra le immobilizzazioni immateriali è compreso anche l’avviamento ovvero quel maggior valore che l’asset aziendale è in grado di produrre per effetto di fattori per i quali il complesso dei beni aziendali ha un valore superiore rispetto alla somma dei singoli beni.

Immobilizzazioni materiali

A differenza delle immobilizzazioni immateriali, le attività immobilizzate materiali comprendono tutti quei beni materiali che sono destinati a rimanere a medio-lungo termine nel patrimonio aziendale.
Si tratta di impianti, macchinari, fabbricati, mobili, automezzi e arredi, oltre agli anticipi su forniture di immobilizzazioni materiali.
Le immobilizzazioni materiali possono essere oggetto di rivalutazioni monetarie (cfr. Legge n. 72/1983, articolo 10).

Attività immobilizzate finanziarie

Le immobilizzazioni finanziarie sono costituite dai crediti, dai titoli che possono essere riscossi solamente a medio e lungo termine e dalle cambiali attive.

Le partecipazioni finanziarie sono suddividono in due categorie:

  • partecipazioni non temporanee;
  • prestiti a medio/lungo termine.

La strategia di acquisizione delle partecipazioni aziendali è volta ad impostare un piano di integrazione aziendale, che rientra negli investimenti di patrimonio produttivo.

Acquisire una partecipazione aziendale può avere anche uno scopo meramente finanziario e rientra nel patrimonio accessorio.

Indice di copertura delle immobilizzazioni

L’indice di copertura delle immobilizzazioni è un indice di solidità patrimoniale utilizzato per misurare la solvibilità di un’impresa.
È possibile distinguere l’indice di auto copertura delle immobilizzazioni dall’indice di copertura globale delle immobilizzazioni.

Nell’indice di copertura globale delle immobilizzazioni si prende in esame il rapporto tra capitale proprio più passività consolidate, e le immobilizzazioni.

Nel caso di indice di auto copertura delle immobilizzazioni si rapporta il capitale proprio al totale delle immobilizzazioni.
In una situazione di equilibrio le immobilizzazioni dovrebbero essere finanziate con il capitale proprio e dai debiti a media lunga scadenza.
Ciò è importante per l’equilibrio patrimoniale finanziario aziendale visto che le immobilizzazioni rappresentano investimenti caratterizzati da un ciclo di rientro di medio-lunga durata.

Il calcolo dell’indice di copertura delle immobilizzazioni è semplice e viene indicato come indicatore che anticipa lo stato di insolvenza.
In una situazione ottimale il capitale permanente copre tutte le immobilizzazioni e l’indice di copertura globale delle immobilizzazioni è maggiore di 1.

L’indice di autonomia finanziaria indica in che proporzione i mezzi propri hanno partecipato a finanziare gli investimenti.
Per quanto concerne i margini in relazione al finanziamento delle immobilizzazioni è possibile calcolare il margine primario di struttura come differenza tra mezzi propri e attivo immobilizzato.

Il quoziente primario di struttura è calcolato come rapporto tra mezzi propri e attivo immobilizzato.

Il margine secondario di struttura è calcolato con la seguente formula: (Mezzi propri + Passività consolidate) – Attivo immobilizzato.

Il quoziente secondario di struttura è calcolato come (Mezzi propri + Passività consolidate) / Attivo immobilizzato.