Plusvalenza


Nel linguaggio economico, il termine plusvalenza indica un aumento di valore registrato da un bene immobile, mobile o da un titolo. Tale incremento è costituito dalla differenza positiva fra due valori dello stesso bene relativi a momenti diversi.

Le plusvalenze non rappresentano un vero e proprio reddito finché non comportano una reale entrata monetaria. Sono considerate componenti straordinarie di reddito e, in caso di compravendita di Borsa, sono definite capital gain (guadagno in conto capitale).

Un paio di esempi possono essere le plusvalenze ottenute da un'impresa con il realizzo di beni posseduti o quelle delle riserve auree della Banca Centrale a seguito di una svalutazione della moneta.

Un altro esempio è dato dall'acquisto di un pacchetto azionario di 1.000.000 azioni da parte di una società nell'esercizio X con prezzo medio di 1,50 euro per azione (totale di 1,5 milioni di euro). Se nell'esercizio successivo il prezzo medio sale a 2 euro (2 milioni complessivi), significa che, a distanza di un anno, la società iscriverà nell'esercizio X+1 una plusvalenza di 0,5 milioni di euro (differenza fra 2 e 1,5 milioni).

L'incremento di valore del pacchetto azionario non rappresenta reddito reale se le azioni non sono state rivendute. Il mezzo milione semplicemente registrato non è un'entrata reale. Oltretutto, le azioni nel frattempo potrebbero svalutarsi al di sotto del prezzo medio di acquisto determinando, al contrario, una minusvalenza.
E' bene non confondere la cedola con il capital gain (plusvalenza). La cedola è il dividendo distribuito dalla società quale partecipazione agli utili di un'impresa.

Plusvalenza: tassazione

Finché la plusvalenza non sarà effettivamente realizzata tramite cessione di un titolo o di un bene, l'impresa non avrà materialmente denaro per coprire una scadenza di debiti o una voce di spesa.
Valori economici, finanziari e di cassa non coincidono fra loro se non nel lungo periodo.

Quale fonte di reddito, quando la plusvalenza viene realizzata (incassata), in genere, viene tassata.
In riferimento ai titoli, il maggior valore di vendita rispetto a quello di acquisto è soggetto attualmente ad un'aliquota del 26%. Per la compravendita di titoli di Stato, l'aliquota si riduce al 12,50%.

Le plusvalenze realizzate con la compravendita di titoli possono essere compensate con le minusvalenze a certe condizioni:

  • soltanto nell'esercizio in cui si realizzano e nei 4 successivi;
  • esclusivamente in riferimento a plusvalenze di natura finanziaria.

C'è da aggiungere che sono soggette alla base imponibile ai fini Irpef le plusvalenze generate dalla vendita di partecipazioni qualificate. Si intendono qualificate le partecipazioni che raggiungono il 2% dei diritti di voto o il 5% del capitale azionario se la società è quotata. Se non è quotata, sono qualificate le partecipazioni che raggiungono il 20% dei diritti di voto oppure il 25% del capitale azionario.

Nel settore immobiliare, la plusvalenza viene tassata quando l'immobile, acquistato o ricevuto in donazione, è stato rivenduto prima dei 5 anni e solo se, in gran parte del periodo di detenzione, non sia stato utilizzato come abitazione principale dal venditore.

Plusvalenze: quando non sono tassabili

In alcuni casi, le plusvalenze prodotte dalla compravendita di titoli sono esenti da imposta secondo certi requisiti:

  • il venditore detiene le partecipazioni ininterrottamente 12 mesi prima della cessione;
  • le partecipazioni sono state classificate alla voce 'Immobilizzazioni finanziarie' nel primo bilancio chiuso durante il periodo in cui il venditore le possedeva;
  • la società partecipata non usufruisce di uno stato a fiscalità di vantaggio per almeno i tre periodi d’imposta precedenti alla cessione;
  • la società partecipata esercita prevalentemente un’attività commerciale, almeno dall'inizio del terzo periodo d’imposta precedente alla realizzazione della plusvalenza.

Nel campo immobiliare, la plusvalenza non viene tassata quando:

  • un immobile è stato acquisito per successione e, in seguito, rivenduto ad un certo prezzo;
  • un immobile è stato acquistato o ricevuto per donazione e, per gran parte del periodo di detenzione, il venditore l'ha utilizzato come abitazione principale propria o per un suo familiare. L'abitazione principale non è la prima casa bensì una dimora in cui solitamente risiede il venditore dell’immobile.